Scalpellino – Un mestiere scomparso

luigi celebre

Fino al tardo dopoguerra vi erano a Milazzo un discreto numero di scalpellini.

Alcuni di tali artigiani risiedevano al borgo.

Ci voleva buona maestria per lavorare i blocchi della lava dell’Etna per farne pavimentazione delle strade e dei marciapiedi.

Il lavoro veniva eseguito con mazzotta o martello e scalpello, dal quale prendeva il nome la professione, e non si limitava solo alla formazione delle “Basole”( così venivano chiamati i blocchi già pronti per essere collocati) ma anche alla loro collocazione.

Ancora vi è qualche strada (esempio:via Polidoro Carrozza) e qualche marciapiede a testimonianza del tempo passato.

Le “basole” dovevano essere lavorate in modo tale da non essere scivolose per gli animali da carico

(cavalli,muli,asini) soprattutto se collocate in qualche strada in salita .

Ricordo in particolare che uno scalpellino ,che si chiamava Campanella, si metteva spesso a lavorare sugli scalini della Chiesa della Badia al Borgo.

Gli scalpellini milazzesi erano molto apprezzati poiché venivano ingaggiati per lavorare in altri paesi anche lontani ed in Calabria.

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