Milazzo come era: Pellegrinaggi

luigi celebreNella tradizione milazzese sono due i pellegrinaggi ai quali partecipano molti devoti : quello alla Chiesa di Sant’Antonio da Padova al Capo la sera e la notte della vigilia della festività (13 giugno) per ascoltare la celebrazione della prima messa che ha inizio alle prime luci dell’alba e quella ,a settembre, a Tindari, per pregare nel Santuario ai piedi dell’altare della Madonna nera.

Si tratta di tradizioni di antichissima data che testimoniano la secolare religiosità della nostra popolazione.

Al Capo nella chiesa ( ex grotta) nella quale, secondo la leggenda, riparò a causa di una tempesta, Sant’Antonio, i partecipanti al pellegrinaggio non sono solo milazzesi ma anche dei paesi vicini.

Molti salgono al Capo a piedi recitando orazioni, altri cantando al suono di fisarmoniche o di chitarre.

La notte dal 12 al 13 giugno sia nella piazza che sotto i vicini ulivi si ritrovano in molti (giovani e meno giovani) oranti e festanti in attesa dell’alba.

I pellegrinaggi al Santuario della Madonna di Tindari sono più numerosi e non limitati alla data della festività religiosa.

Molti raggiungono Tindari con l’auto.

Da Milazzo ci sono ancora i coraggiosi che in comitiva per devozione o per voto percorrono i trentuno chilometri di distanza a piedi.

Partono la sera tardi per arrivare dopo circa nove ore al Santuario.

Alcune signore arrivano stanchissime anche perché gli ultimi tre chilometri sono in salita per cui trovano difficoltà a salire i pochi scalini del Santuario.

Negli anni passati quando ancora si usavano come mezzi di trasporto le carrozze,i carretti ed i calessi molte famiglie raggiungevano il Santuario con tali mezzi.

Più folkloristici erano i carretti perché venivano addobbati a festa.

Nel carretto portavano generi alimentari e vino.

I carretti procedevano in fila e i partecipanti alla gita intonavano canti.

Era uno spettacolo che trasmetteva sana gioia che attirava la curiosità delle persone che abitavano lungo le strade attraversate dalla carovana.

Dopo la rituale visita al Santuario ed il pranzo allestito sull’erba,nelle vicine campagne,prima di intraprendere la via del ritorno si festeggiava ballando e cantando.

A volte la via del ritorno veniva intrapresa l’indomani perché, per la stanchezza, preferivano riposare sotto le stelle.

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