Luigi Rizzo – Beffa di Buccari – Impresa di Premuda – Festa della Marina Militare

luigi celebre

Sulla rivista “Le Fiamme d’Argento” della Associazione Nazionale Carabinieri del bimestre Gennaio-Febbraio, nella rubrica “centoannifa”, è stato pubblicato un articolo sulla Beffa di Buccari compiuti da tre Mas italiani l’11 gennaio 1918.

Nell’articolo vengono riportati i nomi dei comandanti dei Mas: sottotenente di vascello Andrea Ferrarini, tenente di vascello Odoardo Profeta De Santis, e capitano di corvetta Luigi Rizzo.

Sul Mas del nostro concittadino Luigi Rizzo c’erano il vate Gabriele d’Annunzio e il capitano di Fregata Costanzo Ciano.

Per la Beffa di Buccari a Luigi Rizzo venne conferita la quarta medaglia d’argento con la quale, sommata alle due medaglie d’oro, è diventato l’eroe nazionale più decorato.

Ho voluto riportare la notizia perché a me fa immenso piacere apprendere che le gesta del nostro concittadino siano ricordate a livello nazionale.

L’occasione mi da la possibilità di ricordare che mancano appena due mesi al 10 giugno, festa della Marina Militare, e che in tale data ricorre il centenario della gloriosa e leggendaria impresa di Premuda nel corso della quale con due piccole unità (Mas) il nostro concittadino Luigi Rizzo mosse all’attacco della flotta austriaca ed affondò la corazzata Santo Stefano.

La massima del patriota curdo Kuciukian: “senza memoria storica non c’è identità” per noi è attuale e va letta nel senso che abbiamo il dovere morale di ricordare e manifestare solennemente l’avvenimento con manifestazioni che accomunino nel ricordo tutti i nostri caduti e tutti i combattenti.

E ciò non con nostalgie bellicose ma per sottolineare la funzione delle nostre forze armate nello spirito della Costituzione Repubblicana, tendente ad assicurare la pace, cosa che fa con grande efficacia, capacità e senso di dovere.

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Mi auguro che l’amministrazione comunale stia già predisponendo delle degne manifestazioni coinvolgendo tutte le scuole, le associazioni ed i circoli cittadini.

Le crisi economiche che travagliano un po’ tutti gli enti locali non possono costituire giustificazione per eventuale inattività.

Altrimenti dovremmo concludere amaramente con la massima: “Nemo profeta in Patria”.

luigi rizzo

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