La lapide sfrattata

luigi celebre

Nel 1946, con la proclamazione della Repubblica a seguito dell’esito del referendum istituzionale, l’entusiasmo dei repubblicani milazzesi era alle stelle, anche se a Milazzo la Repubblica aveva ottenuto appena il 20% dei voti.

L’occasione dell’approssimarsi della ricorrenza della battaglia garibaldina fede balenare l’idea, al direttivo della sezione del PRI, del quale era segretario il geom. Nino Giuffrè, di festeggiare il maestro del repubblicanesimo italiano e protagonista dell’unità nazionale: Giuseppe Mazzini.

Venne commissionata agli scultori Claves e Lo Schiavo, che avevano la bottega d’arte nella Marina Garibaldi nei pressi del Circolo dei nobili, una lapide con effigiato, nel medaglione, Giuseppe Mazzini.

Malgrado la brevità del tempo a disposizione, la lapide fu pronta per l’inaugurazione alla quale vennero invitati tutti i partiti politici compreso il Partito Democratico Italiano (che era monarchico) oltre ad associazioni ed Enti.

Grande fu il concorso popolare alla manifestazione. Un corteo cittadino, il 20 luglio, alle ore 19, muovendo da Piazza caio Duilio si portò alla storica chiesa di Santa Maria Maggiore, ove fu scoperto il ricordo marmoreo in omaggio a giuseppe Mazzini, alla presenza di molte autorità e personalità della Provincia.

Dopo il discorso del Sindaco di Messina, prof. Ignazio De Salvo, venne scoperta la lapide con la seguente iscrizione, accanto al medaglione raffigurante Mazzini: “ Dopo ottantasei anni dalla memoranda battaglia – salutando l’avvento della Repubblica Italiana – Milazzo garibaldina –  riconsacra nel nome di Giuseppe Mazzini – l’antica fede nella libertà.

XX luglio 1946. Promotore il PRI

Si disse subito che ambienti cattolici conservatori non approvarono l’iniziativa perché, nella facciata della chiesa di Santa Maria Maggiore, al Garibaldi, visto da loro come espropriatore di beni ecclesistici, veniva aggiunto il triunviro della Repubblica Romana del 1849 che aveva decretato la fine del potere temporale dei Papi. Ma la Repubblica era stata proclamata da appena un mese, e molti, memori dei passati regimi, temevano ritorsioni e vendette, che non ci sono state, per cui nessuno protesto ufficialmente.

La lapide rimase al suoo posto per 14 anni, anche se si diceva costituisse i cruccio di qualcuno. Nel 1960, in occasione dei festeggiamenti per il centenario dell’impresa dei Mille, la lapide venne spostata, per far posto a quella commemorativa del centenario; e fu relegata in Piazza Mazzini, alle spalle di un rifornimento di benzina; un po’ nascosta allo sguardo dei cittadini, e ove l’iscrizione si rivela di non facile lettura, perché corrosa e stinta dal tempo (ma, proprio nessuno ci bada!).

Il Destino di Mazzini fu quello di morire esule in patria durante la monarchia dei Savoia. In Repubblica, a Milazzo, ha avuto riservato, forse fatto unico, lo sfratto della lapide

Tratto da “Milazzo come era …”

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