Il Quartiere spagnolo

Nelle vecchie stampe la salita della via G. B. Impallomeni risulta sbarrata da un muro che collegava le due ali del Quartiere Spagnolo.

Al centro del muro figura una porta, il che fa presumere che negli anni della sua costruzione veniva chiusa per controllare e limitare l’ingresso al vecchio Borgo che sorge ai piedi del grande Castello denominato anche città murata.

Un paese, come il nostro, dal clima mite, che offre ai visitatori dei panorami incantevoli (esempio: l’alba vista dalla Marina Garibaldi ed il tramonto dalla spiaggia di ponente ), ricco di eventi di grande rilievo storico ha tutte le qualità per essere inserito anche nei circuiti storico-culturali perché ogni luogo ed angolo della città, nei molti secoli di vita, è stato testimone di episodi storici ed anche perché vi sono, oltre al castello, altre testimonianze materiali da tutelare per non far perdere la memoria del nostro passato.

Il mancato finanziamento, richiesto dal comune,delle necessarie opere per l’agibilità e la fruizione della ala di ponente del Quartiere Spagnolo, ritengo che quasi certamente non sarà accettato dalla amministrazione comunale che sicuramente interverrà per difendere il buon diritto della città, anche perché non si può supinamente assistere al depauperare del patrimonio che può costituire fonte di

gettito.

E’ un dovere che tutti abbiamo nei confronti di chi ci ha preceduto e nei confronti dei posteri ai quali non possiamo lasciare rovine materiali.

Mi pare giusto segnalare, anche se molto sommariamente ed a grandi linee, un ricordo storico.

La costruzione del Quartiere Spagnolo fu iniziata nel 1585 su progetto di Camillo Camilliani, regio ingegnere, per alloggio dei militari che presidiavano Milazzo.

Il fabbricato terminava ad est con un fortino e la porta di San Gennaro e ad ovest con altro fortino e la porta Emanuella.

Costituiva così una ulteriore difesa della piazzaforte.

Inizialmente il fabbricato era due piani. A seguito del terremoto del 1908 venne demolito il piano superiore, mentre la porta venne demolita per allargare la strada nel 1930.

Nei primi decenni del secolo scorso il fabbricato fu utilizzato come caserma della Compagnia Disciplina nella quale prestavano servizio “sergenti di ferro”per addestrare i militari.

Nel periodo del regime fascista nell’ala di levante del fabbricato aveva sede la GIL (Gioventù Italiana del Littorio) per le riunioni del sabato fascista, da molti chiamato anche pre-militare, i Balilla, i Marinaretti e gli Avanguardisti.

Nell’ala di Ponente aveva sede la Dicat (Milizia per la difesa antiaerea territoriale).

Dopo qualche anno dalla fine della guerra l’ala est (dove ora ha sede l’Antiquarium) divenne sede dell’avviamento femminile Zirilli e dopo pochi anni sede della Scuola Tecnica Antonello da Messina.

Nell’ala ovest, prima di essere sbarrata come si presenta oggi, trovarono ospitalità, per qualche anno, i vigili del fuoco, prima di tornare ai magazzini del porto, ed in una stanza, per un breve periodo, la CGIL.

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