I Circoli e la Città

luigi celebre

Negli anni trascorsi a Milazzo vi erano diversi circoli che, col tempo, uno alla volta, sono scomparsi senza che al loro posto ne sorgessero altri.

I circoli nel passato sono stati importanti centri di aggregazione non solo dopolavoristici ma anche come punto di incontro di amici e di confronto delle opinioni che avveniva nelle conversazioni che spesso si facevano fra i soci.

In una società come la nostra, sempre più individualista, i circoli assolvevano ad una funzione sociale importante.

Fra quelli scomparsi ricordo: il circolo Duca di Genova che aveva sede nella Marina Garibaldi e poi si trasferì a Piazza Roma e che dal popolo era inteso come circolo dei nobili, il circolo Diana che aveva sede nel complesso Diana, il circolo Progresso della omonima società di mutuo soccorso che aveva sede nella Marina Garibaldi, il circolo universitario “Nino Catanzaro” che nel dopoguerra era in via Crispi a piano terra del palazzo Bonaccorsi, la società sportiva Milazzo che prima della guerra era in Marina Garibaldi.

Milazzo,come un po’ tutti i paesi di mare col porto, è stato sempre accogliente con i forestieri.

La crescita demografica è stata sempre proporzionalmente superiore rispetto agli altri comuni della provincia sia per il carattere ospitale dei naturali che per la presenza ,da oltre due secoli di industrie, prima molitoria e di lavorazione del pescato delle tonnare, e, poi man mano di trasformazione dei prodotti del suolo (sansificio, distillerie, pastifici, ecc.) e per i conseguenti commerci, tutte attività che assicuravano , anche allora, redditi maggiori e meno aleatori perché non soggetti a fattori climatici.

I circoli , nel tempo, servivano anche per una maggiore assimilazione fra i naturali ed i forestieri con lo scambio culturale, con l’accettazione e l’adeguamento di mode nuove e, delle tradizioni locali che venivano fatte proprie dai nuovi arrivati che si innamoravano della città tanto da considerarsi milazzesi a pieno titolo.

Questa breve premessa agli amarcord che seguiranno,non solo per un dovuto sguardo al passato, alle nostre radici, ma nella speranza di un sussulto di orgoglio che ci consenta di continuare le tradizioni e i discorsi interrotti.

IL CIRCOLO DEI NOBILI

Il circolo dei nobili a Milazzo era già esistente nel 1877, quando il Duca di Genova, Tommaso di Savoia,fratello della regina Margherita ( moglie del re Umberto I) visitò Milazzo e soggiornò alcuni giorni ospite di Francesco Carlo Bonaccorsi, come ha raccontato il compianto storico Nino Micale, mio carissimo amico,in una sua pubblicazione del 1988.

In tale occasione al Duca di Genova, membro di casa reale, venne offerto dal circolo un ricevimento e da quel giorno il circolo venne intestato “Duca di Genova”.

Come su tutti i castelli si favoleggia di apparizioni di fantasmi di guerrieri e di dame così anche per i circoli esclusivi si favoleggia di sontuosi ricevimenti, di cavalleresche sfide a duello, e di fortune dilapidate od acquistate al gioco d’azzardo.

Il circolo Duca di Genova aveva numerosi soci sia perché molti nobili titolati abitavano nella nostra città ed anche perché era aperto alla aristocrazia industriale, alla alta borghesia imprenditoriale ed alla dirigenza statale.

Dopo la prima guerra mondiale (1915-18) zu Nino, un bracciante spesso disoccupato perché il lavoro scarseggiava anche allora,ruppe tirando pietre gli artistici lampioni che illuminavano l’ingresso del circolo con l’intento, riuscito, di farsi arrestare al fine di non perdere il vitto speciale (maccheroni al sugo, carne a ragù e vino ) che, l’11 Novembre, compleanno del re Vittorio Emanuele III, veniva distribuito ai carcerati.

Quando la sede del circolo era nella Marina Garibaldi , nei pomeriggi estivi, dopo il passaggio dell’autobotte del comune che innaffiava la Marina Garibaldi perché la strada era polverosa perché in terra battuta,il cameriere del circolo metteva sul marciapiede per i soci le poltroncine di vimini.

Nel periodo di carnevale venivano organizzate feste da ballo alle quali partecipavano anche invitati. Il martedì di carnevale le danze si interrompevano a mezzanotte per la “fagiolata”.

Fra le leggende metropolitane che circolavano si narrava che ad un aspirante socio venne richiesto il possesso di una villa in città. Questi accettò la condizione imposta e fece costruire una delle più belle ville.

Altra leggenda metropolitana era quella relativa ad alcuni soci che una sera non resistendo al profumo delle caldarroste che proveniva dalla strada li acquistarono mangiandole nei locali del sodalizio provocando un borbottio di disapprovazione per la violazione della etichetta.

Da questo vero o presunto episodio si dava per certo la nascita del circolo Tennis e Vela.

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