Destinazione dell’ex area Montecatini: Convegno all’ITET Leonardo da Vinci

francesco damicoSi è svolta nell’Aula Magna dell’ITET “Leonardo da Vinci” di Milazzo, lunedì 20 novembre, la conferenza di presentazione del progetto “Gli articoli 9 e 42 della Costituzione – un caso emblematico: la destinazione dell’ex area Montecatini in Milazzo”, iniziativa nata nell’ambito del concorso “Dalle aule parlamentari alle aule di scuola” promosso dal Senato della Repubblica e dal MIUR. Coordinatrice del progetto, in cui confluiscono tutti i rami specialistici dell’Istituto, la prof.ssa Fiorella Turano docente di Diritto, in collaborazione con l’associazione Italia Nostra.

Al tavolo dei relatori, assieme al Dirigente scolastico Stefania Scolaro e alla prof.ssa Turano, il presidente della sezione locale di Italia Nostra, dott. Guglielmo Maneri, e Ludovica Tranchida, dottoressa in Turismo Culturale, diplomatasi tre anni fa al Commerciale; oltre a un gruppo di rappresentanti delle terze classi che partecipano al progetto, il cui iter può essere seguito nella pagina Facebook “Learning Service” curata dagli alunni.

Il progetto in questione, come ha sottolineato la preside Scolaro in apertura di lavori, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica cittadina sull’utilizzo di aree che rappresentano dei “vuoti urbani”, ovvero di zone che un tempo rivestivano una centralità strategica sul piano socio-economico per la comunità di riferimento (come l’ex Montecatini) e che, oggi, versano in condizioni di abbandono e degrado.

L’ex area Montecatini comprende una serie di capannoni appartenenti a gruppi di privati, più il tracciato ferroviario dismesso di proprietà del Comune. Dal 1998 è soggetta al vincolo etnoantropologico ed architettonico posto dalla Soprintendenza di Messina. “L’obiettivo è avvicinare i giovani alla legalità, mettendo in pratica la Costituzione come base del nostro vivere quotidiano – le parole della preside Scolaro -, e stimolare nei ragazzi una riflessione sulla crescita civile e culturale della nostra città, attraverso la formulazione di proposte che servano a colmare un vuoto in una zona inutilizzata, affinché si possa operare una riqualificazione in termini turistici e commerciali di cui possa fruire tutta la comunità residente”. “Manca la mentalità per fare del turismo un sistema, con le imprese collegate alle scuole. Fruizione, riqualificazione, socializzazione e attività culturali: tutto questo dev’essere messo insieme” ha detto infine la preside, che ha ricordato anche il prestigioso riconoscimento di “primo Istituto Tecnico della provincia per i risultati universitari dei nostri alunni” ottenuto di recente dall’ITET “Leonardo da Vinci”.

Le proposte elaborate dagli studenti dovranno superare una fase di selezione a livello regionale prima di essere inviate al Ministero. Anche la prof.ssa Turano ha posto l’accento sull’importanza di “insegnare ai giovani come si vive nella città”. “Si tratta – ha detto riguardo all’ex Montecatini – di un’area che fa parte della loro città, la cui proprietà è di soggetti privati e del Comune, e che può avere diverse destinazioni. Occorre costruire un percorso di approfondimento col contributo dei ragazzi, che coinvolga gli Enti pubblici e le associazioni, per acquisire le opportune conoscenze in materia di proprietà, pubblica e privata, per sapere se la proprietà privata possa avere dei limiti e capire, in concreto, in che cosa possono consistere tali limiti; e, ancora, per analizzare il concetto di tutela del patrimonio storico e artistico della nazione”. “Come può produrre reddito quest’area se non viene utilizzata?” si è domandata la prof.ssa Turano, sottolineando che “non siamo preclusi ad alcun tipo di ipotesi”.

I ragazzi, come ha ricordato la docente, potranno accedere a tutti gli atti e documenti amministrativi necessari per espletare al meglio la loro attività di ricerca.

Il dott. Guglielmo Maneri ha ripercorso la storia della fabbrica Montecatini, nata nel 1889 e rimasta in attività fino al 1959. “Partecipe della prima industrializzazione dell’agricoltura a Milazzo, era uno stabilimento chimico che produceva concimi – ha raccontato -. Quest’area ora è di proprietà di una società che l’ha acquistata negli anni ’90 del secolo scorso. Nel 1998 La Soprintendenza ha posto un vincolo etnoantropologico e architettonico, per cui adesso si può solo ristrutturare e riutilizzare per usi pubblici. Ai privati rimproveriamo il fatto di tenerla in stato di abbandono. La nostra associazione sostiene che il suo utilizzo debba essere funzionale per il bene della città”. Dopo aver citato il caso di successo del recupero del vuoto urbano del Centro Fieristico “Le Ciminiere” di Catania, ed elencato i numerosi vuoti urbani presenti a Milazzo (ad esempio, i Molini Lo Presti, l’ex pastificio Puglisi e varie zone oggetto di bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale), il dott. Maneri è passato ad illustrare, a nome della sua associazione, alcune proposte per il recupero dell’area Montecatini: “Vorremmo che l’ex tracciato ferroviario, di proprietà del Comune, diventasse un’area museale, mentre per la zona dei capannoni proponiamo, da un lato, l’idea di parco urbano per isolamento rispetto all’area industriale, con attività di carattere sociale; e, dall’altro, di riprendere la vecchia idea dell’orto botanico per il rilancio dell’agricoltura.

Il futuro di Milazzo non è più l’industrializzazione pesante, ma la valorizzazione del territorio e delle sue risorse a partire dal mare, dal promontorio, dalla Piana e dall’area Montecatini” ha concluso il presidente di Italia Nostra.

Parco verde urbano e orto botanico costituiscono, anche per la dott.ssa Ludovica Tranchida, gli elementi chiave per impostare una nuova strategia di turismo fondata sulla cultura e il recupero delle tradizioni locali. “Fare turismo significa in primis salvaguardare l’ambiente e i beni culturali – ha dichiarato -, coinvolgere i turisti all’interno della comunità locale, nei suoi stili di vita, realizzare esperienze di coinvolgimento in attività tradizionali come il florovivaismo, l’enogastronomia e l’artigianato”.

ITC

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