Da un piccolo libro può nascere una biblioteca

federica

Il libro è un mondo che aspetta di essere aperto”. E al Liceo Impallomeni di Milazzo, dov’è scritta questa frase, in realtà, ne è stato aperto più di uno. Completato il trasloco presso il plesso di Via Spoto, tra gli scatoloni sono stati tirati fuori alcuni volumi… più di 10.000 a dire il vero. Un lavoro di sistemazione lungo, complesso e assolutamente volontario da parte di docenti del polo liceale, le prof.sse Patrizia Itri e Cettina Cicero e il prof. Alessandro DI Bella e di alcuni ragazzi. I frutti si vedono già: l’Impallomeni vanta adesso una biblioteca che non ha nulla da invidiare ai licei delle grandi città. Ora un vastissimo sapere, eclettico, è pronto per essere gustato. Per iniziare, ecco una conversazione con Patrizia Itri, una delle “madrine” di questa biblioteca.

Qual è stato l’episodio saliente che ha portato ad attenzionare per la prima volta questa biblioteca?

La sofferenza di quando entravo nel precedente istituto e vedevo lo stato di quella che un tempo era stata sicuramente una biblioteca mentre l’anno scorso era diventata una sorta di deposito. Era difficile individuare i libri sopra tutto il materiale che era stato accatastato nel corso dei decenni. Quindi, approfittando del trasferimento di sede, nel momento in cui il 1° settembre mi sono trovata circondata di libri lasciati alla rinfusa, impolverati, danneggiati fortemente dall’umidità, mi sono armata di coraggio e mi sono presentata dalla preside come volontaria, in modo assolutamente gratuito.

Quali sono state le tempistiche di questo lavoro?

Ho iniziato a metà settembre e ho finito in concomitanza con le vacanze del 2 novembre. Ho capito che non sarebbero bastate le 18 ore destinate al mio servizio per sistemare quelli che si sono rivelati essere più di 10.000 volumi e allora, volontariamente ho trascorso a scuola 75 ore non pagate, un mio dono per l’Impallomeni, perché dietro ogni libro io vedo il volto dei miei ragazzi che esulta vedendo un libro che può rientrare nei suoi gusti e nei suoi interessi.

E’ stata aiutata?

Sì, ho collaborato nei primi tempi con il professore Alessandro Di Bella e, quotidianamente, con la prof.ssa Cettina Cicero, che mi aiuta nel minuzioso lavoro di catalogazione. E poi, non meno importante, i ragazzi mi hanno affiancata nel primo periodo di lavoro.

Dev’essere stato emozionante, nonostante tutto, vedere tutto questo messo in piedi.

Io stessa provo un’emozione fortissima, ancora adesso, nel raccontare quando ho trovato un libro di un autore o un critico letterario che avevo studiato all’università, o scoperto che nella scuola in cui ho lavorato per 10 anni c’è tutta la letteratura di Francesco De Santis, tutta l’edizione critica di Benedetto Croce, Momigliano, Russo, Binni, quei critici di cui, nel mio testo scolastico di quando studiavo al Liceo Maurolico di Messina, trovavo gli articoletti con la loro firma. Così come è stato molto emozionante scoprire tantissimi volumi di classici latini e greci nell’edizione antica delle Belles Lettres, con il testo in greco e latino e a fronte la traduzione in francese. Lo stesso per i libri datati 1926, 1925, 1932, donati alla scuola con una dedica da parte di colui che li aveva donati, spesso lo stesso autore. Altre volte era la scuola che li comprava. Sbalorditive sono anche le riviste famose, come il Ponte, La Nuova Antologia, Paideia… un mare magnum ancora in fase di catalogazione.

Chi è stato il curatore iniziale dell’archivio?

L’archivio è stato compilato con dedizione e perizia dal professore Cannistrà, che era un insegnante di storia e filosofia. La nostra biblioteca ha un numero incredibile di testi di storia e filosofia, e di tanti altri argomenti, discipline e ambiti, per non parlare della saggistica. Solo gli universali Laterza superano i 500 volumi, e mi sto limitando a questi. Abbiamo delle collane, per esempio quella dell’UTET, proveniente dall’Università di Pisa, Enciclopedie di tutti gli argomenti. Il professore Cannistrà e chi altri si occupavano della biblioteca non trascuravano alcuna disciplina. L’ambito scientifico è ricco quanto quello umanistico. Abbiamo enciclopedie della scienza e della tecnica, libri legati a biologia, zoologia, anatomia, antropologia, sociologia, scienza e finanze, politica e democrazia.

Che progetti avete in serbo sulla biblioteca?

I testi della biblioteca mi portano a sognare da qualche mese di aprire la biblioteca ai milazzesi perché, non mi risulta che a parte la biblioteca di Palazzo D’amico (poco fruibile, come tu mi dici), ci sia altro. Inoltre, un ragazzo che deve fare una tesi di laurea, non si rende conto che, probabilmente, le fonti a disposizione ce le ha proprio sotto casa. A volte si tende a cercare l’oro altrove, qui ce l’abbiamo sotto gli occhi e non lo vediamo. Inoltre, si parla tanto di alternanza scuola lavoro, ci si chiede dove fare gli stages. Ma io penso che un liceo Classico, debba proporre anche questo tipo di lavoro, specie di catalogazione; i ragazzi potrebbero lavorare attivamente dentro la biblioteca con una ditta esterna che possa dare una certificazione.

Attualmente le sembra che la biblioteca sia sfruttata?

Non sempre i ragazzi possono acquistare libri oltre a vocabolari e testi scolastici, la biblioteca può aiutarli. Per il resto, la vicinanza agli uffici di presidenza e vice presidenza crea dei problemi. A me sarebbe piaciuto creare una sala lettura di cui poter usufruire per esempio nelle ore buche per studiare o iniziare a leggere un libro. Siamo riusciti ad avere 4 ore settimanali, dal lunedì al giovedì, in cui i ragazzi possono usufruire del prestito. Al momento, in prestito, ci sono circa 50 titoli, tra cui classici italiani, latini e greci. Per il liceo Linguistico, abbiamo una ricchissima letteratura straniera. Vi è anche narrativa di vario genere offerta da un genitore, tra cui fantasy e saghe. Ci sono letture per tutti i gusti, per non parlare poi del patrimonio ricchissimo legato alla Sicilia, non solo mafia ma soprattutto bellezza e cultura.

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