Fratture. Traumatologia dell’anima.

federica

«Cosa ti aspetti dalla vita?» […] Come se la vita fosse un essere cosciente capace di rispondere a un’aspettativa. Una persona può farlo, non la vita.

Vi è mai capitato di incontrare una persona particolarmente piacevole? Una persona che potrebbe parlare per ore ma che è talmente bello ascoltare che, in realtà, sembra che il tempo si blocchi? I libri a volte sono così. Sono persone che hanno qualcosa da dirci, una storia nascosta da raccontarci. A volte i loro discorsi sono banali e li ascoltiamo senza troppo entusiasmo, altre volte vorremmo che non smettessero mai di parlare.

“Fratture”, di Valentina Di Salvo, rientra sicuramente nella seconda categoria, ma è una persona particolare. In un primo momento, timida; ma poi, inizi a percepire che, che oltre l’apparenza, c’è un tesoro che merita di essere riportato alla luce. E in effetti è proprio così, perché appena rimuovi il coperchio, ciò che si palesa è una storia tutt’altro che insignificante.

Monica è una giovane donna di 37 anni, dall’animo inquieto. Vive a Patti, in provincia di Messina, e sembra non voler ricercare qualcosa di più per la sua vita, per la quale in realtà non è felice. Guarda con aria serafica alla prospettiva di un lavoro migliore, ma non vuole cambiare quello che ha; vorrebbe prendere un treno e andare via dalla Sicilia, su verso il Nord, ma non ha il coraggio di saltare su un treno e ricominciare altrove. La sua storia altro non è che il corollario di una parola: frattura. Frattura tra Monica e il mondo, tra il passato e il presente (e, di conseguenza, anche il futuro), tra la pace e l’inquietudine che si agitano dentro di lei.

Se la frattura è qualcosa che divide un corpo in due parti, allora dovrebbe essere facile cambiare, prendere la rincorsa dalla prima placca e spiccare il volo verso l’altra, cioè una nuova vita. Eppure c’è qualcosa che trattiene Monica ancorata ai fantasmi di un passato non troppo lontano e che rischia di renderla cieca alle occasioni e alle persone che potrebbero proprio essere i suoi biglietti, quelli che da sola non ha ancora il coraggio di acquistare, per andare lontano dopo aver chiuso tutte le ferite ancora aperte.

“Fratture” è la storia di una donna fagocitata dal meccanismo della violenza, quella ingannevole, nascosta dietro i petali di una rosa rossa offerta in dono, dietro una parola dolce sussurrata all’orecchio. Ma, alla fine, per quanto ti vengano lanciati salvagenti tra le onde del mare in burrasca, nessuno, se non tu, può afferrarlo.

Come scenografia, il dipinto di un paese siciliano, con tutto ciò che di dolceamaro esso può contenere: le chiacchiere della gente, i pregiudizi; il caldo soffocante dell’estate e la brezza del mare; il clima familiare che accoglie chi famiglia non ha, la disponibilità di chi ti conosce appena e già sarebbe disposto a tutto per te.

Valentina Di Salvo, giovane autrice Milazzese, con una penna semplice e scorrevole, ha mostrato una palese capacità evocativa e di coinvolgimento; chi si fa avvolgere dalla lettura, scopre pian piano il profilo emotivo della protagonista, si cala nei suoi panni e sente quasi di viverne le stesse emozioni: prova ansia e palpitazione con lei, angoscia con lei, speranza con lei.

Quanto c’è di te nel romanzo?

«Non molto. Per me la scrittura è un mezzo d’indagine per cui mi avvicino ad argomenti che vanno oltre me stessa, creo un personaggio con certe caratteristiche e immagino come potrebbe pensare e affrontare i nodi della vita. Nonostante questo, però, durante la scrittura, si crea una sorta di simbiosi tra me e il personaggio principale.»

“Fratture” in una parola.

«Vuoto. Probabilmente userei questa. »

Non resta che dare l’appuntamento: mercoledì 27 dicembre, ore 17:30, Palazzo D’Amico.

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