E il Mela fece l’indiano

Direttamente dallo Skarablog di Fa.S.Skarabeo

“Dammi retta, amico fiume,

con l’asfalto e col bitume

costruiremo il tuo futuro

bello, ricco e anche sicuro…

dammi retta, il mondo è grande

vuoi che restino, ‘ste lande,

marginali e disagiate?

Fuor dal mondo confinate?

Vecchio Mela, dammi retta,

e senza indugiare accetta

che a cambiar ti dia una mano”

disse il manager indiano

al torrente, il cui nome

dice veramente come

non sian fresche, dolci e chiare

le sue acque, ma anche amare

alle volte per chi vive

sulle sue tortuose rive…

ma lui non si diede pena

ed eruppe come in piena

verso la proposta indiana

(l’aeroporto nella Piana

fatto da un gruppo privato

tutto bello e infiocchettato

coi permessi regolari,

ché non mancano i denari)…

quindi il Mela, cupo e nero

disse: “Ma che credi, tu, davvero,

io sia l’Indo, che sia il Gange?

Sì che qui il piatto piange

ma lo fa da antichi tempi!

Vuoi ti faccia mille esempi

di chi mi ha già tormentato?

Tutto ciò non è bastato?

Non scordare che il mio delta

fu deviato, e per scelta,

quattrocento anni fa,

e esondando a volontà

rendo da quel dì precario

sia il bacino che il mio estuario!

Scorro rapido, impetuoso

e m’ingrosso minaccioso

se mi capita un piovasco…

fin dal punto in cui io nasco

su su, nei Peloritani

scendo per pendii montani

da cui trascinar legname

rocce, terra, fare strame

di muretti e di bastioni

provocando le alluvioni

di detriti misti a fango…

niente, senti… io rimango

come sono, anzi ti dico:

non l’acciaio, caro amico,

non l’asfalto, non cementi

mi ricopran, ma gli armenti

tutti qui, al pascolo quieto

sopra il verde del mio greto…

mai aeroporti sul mio letto

tanto più per un progetto

fatto da chi non sa niente

di che fiume sia un torrente

non ha anse, flussi ampi

ha tanti rivoli e nei campi

spesso tende a tracimare…

non lo puoi paragonare

al tuo Indo, al tuo Gange…

la proposta non mi tange!”






Ai propositi assai insani

degli investitori indiani

rese quindi, scuro in faccia,

il Mela pane per focaccia

agli indù mostrò il suo volto

più riottoso, e l’aeroporto

tornò a esser solo fuffa

(se non proprio una gran truffa)

spinta alla sua sorgente

da una stampa connivente

ma col veto, giù alla foce,

posto all’assessore Croce

aereo5

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