Io, Milazzo, speriamo che me la cavo

Bucca

Ieri a Milazzo un musicista di strada è stato invitato da un vigile ad interrompere la propria esibizione perché sprovvisto di apposito permesso.
 

Ieri un musicista di strada intonava celebri brani seduto su una panchina di Via G. Medici, la via più frequentata del centro cittadino, quando un vigile urbano si è avvicinato per chiedergli di esibire il permesso di occupazione del suolo pubblico. Il musicista sprovvisto di tale autorizzazione si è visto costretto a chiudere la chitarra nella morbida custodia e prendere la via di casa.
 

Ieri un vigile si è permesso di cacciare un musicista che allietava i passanti per strada solo perché non aveva l’autorizzazione!
 

Ieri i passanti di Via Medici hanno preso le difese di un giovane musicista talentuoso che veniva cacciato da un vigile mentre suonava la sua chitarra senza nuocere a nessuno, anzi.
 

Ieri i negozianti di Via Medici hanno difeso quel musicista che stava animando la via dei negozi con il suo canto, una volta tanto che una performance artistica stava allietando gratuitamente i potenziali acquirenti; si curasse dei venditori di merce contraffatta quest’ amministrazione, non degli artisti.
 

Ieri ho letto su FB che a Milazzo gli artisti di strada vengono cacciati via la polizia perché Milazzo è morta, anzi in coma irreversibile, tocca andare via qui.
 

(Cantando) Hanno cacciato un musicista, chi sia stato non si sa forse quelli della SIAE, forse quel negoziante là.

Senzanome

Ieri un musicista di strada è stato cacciato via da… aspetta ma non era stato redatto un regolamento degli artisti di strada da un consigliere, che fine ha fatto, è stato approvato in Consiglio poi? Se lo incontro devo chiederglielo, è importante sta roba qui!

 

Ieri Vittorio suonava per strada con la sua chitarra e un piccolo amplificatore, lo fa da tempo ormai fermandosi ora in Marina, ora nel “salotto di Milazzo”. Esegue i suoi pezzi preferiti in loop, ha 30 anni, e il suo è atto d’amore: offrire liberamente ai passanti il frutto del suo studio e della sua passione si vede che crede e investe ancora sulla sua città natale.
Ad un tratto si avvicina un vigile urbano e gli chiede di interrompersi e andare via  dato che non ha l’autorizzazione adeguata, Vittorio alza le mani ma i passanti e i negozianti che notano ciò che sta accadendo fanno cerchio intorno ai due per difendere il musicista appellandosi al valore della musica e dell’arte.
La notizia è sull’home page di tutte le testate locali, è chiaro che adesso anche i muri sanno che molti mesi fa un consigliere aveva elaborato un regolamento sulle arti di strada, ma questo, approvato in Commissione, non è mai approdato in seno al civico consesso. Persino il Sindaco si scusa per l’accaduto con Vittorio, e lui festeggia tornando a suonare al Bicily, come sempre, con amici e gente della notte.

Io, Milazzo, speriamo che me la cavo.

(Omaggio a Queneau)

image_pdfimage_print

Commenti chiusi