L’Italia (e Milazzo) non è un paese per giovani

BuccaNell’ultimo decennio la provincia di Messina è stata duramente colpita dall’emigrazione, una stangata di 20 mila partenze nell’ultimo decennio a cui Milazzo ha dato il suo bel contributo con 1000 unità perse dal 2010 al 2015.

“Oltre 250mila italiani emigrano all’estero”, così titola il Sole 24 ore qualche giorno fa paragonando l’esodo italiano del 2016 a quello che si verificò nel secondo Dopoguerra. Secondo il Dossier Statistico Immigrazione 2017 (centro studi e ricerche Idos e Confronti) l’esodo degli italiani è stato un crescendo a partire dalla crisi del 2008 e si è intensificato negli ultimi tre anni. E il dato reale sembra essere di gran lunga maggiore a quello registrato dall’Istat poiché à basato sulle cancellazioni all’anagrafe che non sono effettuate da molti emigrati, sia in Italia che all’estero.

Chi parte? Lo “spopolamento” dei giovani non è dovuto tanto al calo delle nascite; una voragine si apre nella fascia d’età che va dai 16 ai 39 anni, ad essere risucchiati sono i giovani senza alcuna qualifica, quelli con il diploma e quelli laureati in numero quasi eguale, tutti impegnati a fare ingresso nel mondo del lavoro o, in alcuni casi, a completare la propria formazione all’estero.

Dove vanno? Se analizziamo i movimenti solo in “uscita”, senza fasce di età, mediamente 400 persone l’anno abbandonano Milazzo per un’altra residenza in Italia, mentre sono circa 40 quelli che decidono di trasferirsi all’estero.

Il dossier cita la Germania e la Gran Bretagna, a seguire, l’Austria, il Belgio, la Francia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e la Svizzera, tra le destinazioni europee più ricorrenti per gli italiani (in Europa dove si indirizzano circa i tre quarti delle uscite).

Le mete italiane. Le province più attrattive delle migrazioni interne sono le regioni del Nord e del Centro, in primis il Il Trentino-Alto Adige seguito da Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Friuli-Venezia Giulia.

Over 40. A partire dai 40 anni la popolazione di stabilizza, è difficile conoscerne il motivo: la nostalgia per i familiari e la propria terra, la difficoltà riscontrate nell’integrazione.

E’ certo che l’emigrato rientrato al paese natìo ha una maggiore competitività, dovuta all’esperienza, che gli permette di trovare più agevolmente una nuova occupazione oppure, nel caso in cui non abbia ricoperto mansioni adeguate al suo titolo di studi, preferisce vivere di stenti a casa che in un paese straniero.OK statistiche milazzo

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