Estate milazzese, intrattenimento vs. cultura 1 – 0

Bucca

“I paesi che stanno reagendo meglio alla crisi sono quelli che hanno puntato su cultura e creatività” è l’incipit del primo capitolo del Rapporto “Io sono cultura 2016”, presentato proprio in questi giorni, da Unioncamere e Fondazione Symbola. Da questa prospettiva guardiamo la produzione culturale mamertina, che in questo momento assume nel cartello estivo degli eventi il proprio manifesto, tentando di individuare dei tratti comuni al percorso che l’Italia sta facendo nel settore dei beni culturali e con cui condivide lo stesso tormento (ne): la mancanza di risorse.

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Eppure il Rapporto, che dal 2011 scatta un’istantanea del sistema produttivo culturale e creativo italiano, afferma che la cultura (industrie culturali, industrie creative, patrimonio storico, artistico, performing arts e arti visive) è uno dei motori primari della nostra economia, ad essa si deve il 6,1% della ricchezza prodotta in Italia.

Tra gli oltre cinquanta appuntamenti dell’estate milazzese proposti, collaborati e segnalati dall’amministrazione comunale, troviamo quasi in egual numero le manifestazioni, le arti performative (teatro, danza, canto) sia amatoriali che non, ed in numero inferiore – ma da non sottovalutare – incidono le sagre e le feste religiose spesso collegate tra loro, le mostre e le manifestazioni sportive che non possono comunque considerarsi “offerta culturale”.

Osserviamo più da vicino la proposta culturale di Milazzo sulla base di tre elementi, suggeriti dal Rapporto Io sono cultura:

– il carattere identitario

– l’audience development

– la collaborazione tra soggetti organizzatori

Riguardo al carattere identitario, ovvero alla capacità delle manifestazioni di dialogare con il territorio, di raccontarlo e indagarlo, di rappresentarne le contraddizioni, solo la metà dimostra di avere un “appiglio” con il territorio. A mantenere  questo legame sono i soggetti locali a cui dobbiamo gran parte dell’offerta culturale: l’Ensemble Cantica Nova racconta “Il viaggio di Ulisse”, Teatro Stabile porta in scena Pirandello,  Blunauta ci guida alla riscoperta dei Capo Milazzo mentre Dugongo promuove un concorso fotografico subacqueo, il Castroreale-Milazzo Jazz Festival porta avanti un iter intrapreso con la rassegna Milazzo Jazz nel 2014. Per il resto ognuno segue direttive e gusti assolutamente personali.

Sul fronte del coinvolgimento e della diversificazione di nuovi pubblici (audience development), vorrei porre l’accento sulla presenza degli under 30 nella sfera della produzione culturale – una della sfide che l’UE anche quest’anno. Difficilmente i giovani fruiscono eventi che non sono organizzati dalla loro generazione di riferimento. In questo senso il cartellone estivo, pur non dando puntualmente informazioni sugli organizzatori, lascia trasparire uno scarso coinvolgimento degli under 30 nell’elaborazione della proposta estiva, sia come produttori che come spettatori. Poche (ma valide) le iniziative spontanee: la réunion di diverse realtà giovanili di Milazzo e di Barcellona, Mosaico, nasce per dare vita al festival di musica indipendente Mish Mash, Efebo e Arte E a Capo puntano nuovamente sul dramma antico con Donne, Gianluca Alibrando fa sfilare le sue primizie couture (alta moda) e La Notte Rosa è già dietro l’angolo per il quarto anno consecutivo.

Infine, sul fronte delle collaborazioni è da notare che pochi soggetti scommettono sulle potenzialità che un’organizzazione congiunta abbia sia sull’ampliamento degli spettatori e sulla possibilità di offrire un evento maggiormente curato e articolato, non settoriale. I giovani sono sicuramente quelli dimostrano di puntare sulla sinergia di competenze e sulla commistione di linguaggi come modus operandi. E i risultati si vedono.

Per elaborare una proposta culturale identitaria, collaborativa e inclusiva è necessario un impulso forte da parte dell’amministrazione, perché da questi da queste accortezze dipende la valorizzazione del territorio e la coesione sociale.

Vi faccio una domanda e vi do una risposta. Che cosa serve all’ecosistema culturale locale per crescere e caratterizzarsi? Preferire percorsi culturali formativi ad eventi, ripetere annualmente le manifestazioni che hanno successo, scoprire nuovi luoghi di aggregazione culturale.

 

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