Il sogno nel cassetto della città di domani

I 15 anni che ci separano dalla presentazione del progetto di massima per il riuso del Mulino Lo Presti ci dicono che il recupero del grande complesso edilizio di via dei Mille sarà il principale tema delle riqualificazione urbana di Milazzo anche per il prossimo futuro.

Tutte le città (intese nel loro ampio significato di comunità strutturate di persone) hanno un sogno nel cassetto capace di risvegliare – a fasi alterne – l’interesse dei suoi cittadini verso argomenti non sempre facili da sviluppare, come nel caso della riqualificazione urbana.

A Milazzo questo sogno ha sicuramente le fattezze massicce e il colore rosso scuro del Mulino Lo Presti, importante complesso di archeologia industriale, acquisito dal Comune nel 2001 e ripensato dall’architetto Nicola Pagliara nel 2002.

Mulino sullo sfondo

Il Prof. Pagliara, scomparso lo scorso 9 maggio all’età di 84 anni, dichiarava nell’intervista concessa a “La Città di Milazzo” nel 2003, a proposito del Mulino: «Credo sia una opera indispensabile e fondamentale per Milazzo. Al suo interno andrebbe la Capitaneria di Porto, la biglietteria, la stazione marittima, un acquario, un Hotel, un museo del mare, una sala spettacoli, un ristorante, ecc. È indubbio che si metterebbe in moto un volano di sviluppo per la città di fondamentale importanza» (cfr. “La Città di Milazzo”, 28 Novembre 2003, pag. 5, intervista di S. Laganà). Nella stessa intervista il progettista del più grande complesso ricettivo del lungomare di Salerno, si rammaricava per il silenzio del Comune di Milazzo, perdurante dalla presentazione dei suoi elaborati. Quella sospetta interruzione del flusso progettuale spingeva ad un naturale dubbio sul rischio di trasformare il Mulino Lo Presti nell’ennesima opera incompiuta. Il tempo – come sempre – dà ragione e quel dubbio è ormai una certezza.

Il sindaco dell’epoca, Ing. Nastasi, annunciava la costituzione di una Società mista che si sarebbe fatta carico delle opere e della successiva gestione delle diverse funzioni; ne avrebbero fatto parte, tra gli altri, «un Istituto bancario nazionale» e il Comune di Lipari, quest’ultimo considerata la principale destinazione pubblica come Stazione Marittima. L’apertura all’intervento privato, tramite project financing, l’allargamento al più ampio numero di portatori di interessi (con l’interessamento dei comuni eoliani, prezioso in termini di flussi turistici) erano le migliori premesse per inaugurare una nuova stagione nella quale Milazzo poteva conquistare finalmente quel protagonismo da troppo tempo mancante.

Il Mulino Lo Presti, invece, rappresentano il paradigma dell’intera città e il loro utilizzo parziale (in un primo momento come autoparco comunale e sede di importanti centri di ricerca marina – CONISMA e ICRAM – risponde al principio del vorrei ma non posso.

La recente ridiscussione del rango del nostro porto contribuisce a rendere più fosco l’orizzonte del settore marittimo dentro il quale non può che essere sviluppato il recupero del Mulino. Nell’attesa di rispolverare il progetto Pagliara, con la sua vocazione urbana, i locali già occupati dal CONISMA sono stati assegnati, alla fine dello scorso marzo, ad altri due Istituti di ricerca. Si tratta dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Palermo che già monitora per conto della Protezione Civile l’attività vulcanica e sismica della Valle del Mela e delle Eolie, e della Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli che a Milazzo ha in programma l’apertura di un laboratorio per l’indagine dell’ecosistema marino. L’idea di perseguire la vocazione alla ricerca di eccellenza, promossa da Giovanni Mangano, responsabile dell’Ufficio Europa del Comune di Milazzo, prosegue nella direzione di aprire la città verso l’esterno, inserendola in una rete che fa dell’innovazione il suo principale obiettivo.

Tuttavia affinché queste operazioni possano trasformarsi in stabili mattoni della rigenerazione urbana e della ricostruzione dell’identità cittadina è necessario che tutti i risultati conseguiti siano diffusi in eventi pubblici e aprendo lo stesso Mulino alla città. La consapevolezza diffusa dei propri beni comuni potrebbe aumentare il senso di responsabilità degli amministratori nei confronti degli amministrati.

Un recente articolo sulla stampa locale, se da un lato cancella ogni speranza sulla Società mista immaginata dal Sindaco Nastasi, prospetta l’interessamento di un gruppo imprenditoriale straniero a realizzare nel Mulino Lo Presti la tanto attesa “porta del mare”. Si tratta di una “indiscrezione” che, confermando la tendenza esterofila di questo 2017 (vedi Aeroporto del Mela e Villa Vaccarino), rimane comunque appesa alle vicende giudiziarie legate al dissesto.

Quanto rimarrà ancora chiuso quel cassetto?

Veduta da via Giorgio RizzoThe alt text for this image is the same as the title. In most cases, that means that the alt attribute has been automatically provided from the image file name.

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