Luci sul Capo

Passeggiata (e report fotografico) nella parte più bella del nostro Promontorio al tramonto

Domenico (2)

Il centro urbano di Milazzo è costantemente sotto la lente inquisitoria di amministratori locali, cittadini indignati, ma anche turisti che lo attraversano. Tuttavia la nostra città non si limita al suo Lungomare e alle strade che lo contornano. Ci sono aree altrettanto significative che contribuiscono (o meglio, potrebbero contribuire) a rendere Milazzo una città attrattiva anche senza aspettare il “grande evento” di richiamo. L’area che forse più di altre definisce Milazzo, anche geograficamente, è il suo Promontorio e, in particolare la sua parte più settentrionale, lungo la via Sant’Antonio.

La punta estrema di Capo Milazzo è una delle principali ricchezze paesaggistiche a ambientali che possiamo vantare, dove il mare, la fauna, la natura rocciosa del suolo, l’orizzonte aperto sui due golfi insieme creano un’armonia di cui andare fieramente orgogliosi.

Così è quando il sole brilla e si riflette sui sentieri, sugli scogli, sull’acqua. Quando gli ultimi suoi raggi allungano le ombre e la luce rotante del faro inizia ad accendersi tutto il resto si spegne. Gli ultimi sposi si affrettano con le foto di rito prima che il buio sommerga quella bellezza. Rimangono solo i bagliori in lontananza della Piana e della riviera di Ponente.

 

Pochissimi i pali funzionanti (pressoché spenti quelli lato Levante, accesi uno ogni 6/7 quelli di Ponente) che non riescono a garantire la corretta illuminazione, non solo stradale ma soprattutto sulle zone pedonali, quelle affacciate su uno spettacolo naturale, magnifico anche durante le ore serali, che non poche città ci potrebbero invidiare.

Il buio scoraggia la passeggiata serale al Capo che, tuttavia, un tempo non troppo lontano era una piacevole alternativa alle “vasche” in Marina Garibaldi.

Il rischio (oltre quello di non riuscire più a vedere la propria auto parcheggiata) è quello derivante da trappole involontarie come le aiuole che bordano il marciapiede lato Ponente, in ampie zone rimaste vuote, o pali divelti o (peggio) segati alla base esponendo parti appuntite verso l’esterno.

Come se non bastasse anche durante le ore di luce il quadro è desolante a causa della mancanza di cura del verde (praticamente invisibile ormai la stele posta dal Rotary presso i resti della torre di avvistamento) e la presenza di cartelli indicatori scritti a mano. Per fortuna resistono i cartelli posati dalla Fondazione Lucifero e dalla Regione sul sentiero naturalistico di Ponente, oltre al cartello “turistico” che indica la chiesa rupestre di Sant’Antonio, recentemente inserita nel Camminino di Sant’Antonio (Milazzo-Assisi-Padova) e da sempre meta di pellegrinaggio notturno nella data dedicata al santo che sulle nostre coste naufragò di ritorno da una missione in Marocco.

Il tratto di viabilità corrispondente alla punta estrema del Capo dovrebbe essere di competenza provinciale (e, oggi, di conseguenza della Città Metropolitana di Messina). Tuttavia in considerazione delle campagne di promozione della pianificazione paesaggistica nella quale lo stesso sindaco Formica ha dichiarato di puntare, dovrebbero spingere ad una sinergia istituzionale per valorizzare una dello poche zone a valenza ambientale della nostra città, pensando anche alle attività di altissimo livello (ambientali, sociali e legate alla legalità) portate avanti dalla stessa Fondazione Lucifero e dall’Associazione il Giglio che proprio ieri hanno celebrato la Giornata Mondiale della Terra.

App18

Fotogramma dello spot di App18

Il Capo è una delle tante frecce vincenti nel carniere di una città che sta ancora cercando il proprio bersaglio e lo dimostra anche il fatto che è stato scelto come location nel 2016 per lo spot della Presidenza del consiglio dei Ministri che ha lanciato il bonus per i neo maggiorenni. Nel breve video emerge tutta la forza e la bellezza di questo luogo di tutti. Basterebbe riaccendere le luci….

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