Gli angeli custodi delle nostra storia

domenico

L’alto senso civico e l’amore per il nostro passato nell’attività dei volontari di SiciliAntica, nell’intervista a Tania Pensabene, presidente della sezione milazzese dell’Associazione. Seconda Parte.

La vostra è un’associazione di volontari che hanno a cuore la storia e il patrimonio della propria città e come tali agite sempre più spesso in modo diretto per la loro salvaguardia. Questa non dovrebbe essere la missione delle pubbliche amministrazioni? Se il privato si sostituisce al pubblico, come possiamo ambire ad un reale sviluppo turistico?

Il privato non può e non deve sostituirsi assolutamente al pubblico. Il volontariato, comunque, può dare un aiuto concreto alle amministrazioni preposte alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali, ma non si può pensare assolutamente di sostituirsi alle istituzioni. Non è questo il nostro obiettivo. Inoltre, il volontariato non dispone di adeguati fondi per far fronte alle continue emergenze in ambito archeologico e, più in generale, culturale. La nostra è semplicemente un’attività, concreta, di utilità sociale. Nel piccolo della nostra esperienza, ad esempio, è stato grazie all’aiuto di privati cittadini e di ditte private locali che siamo riusciti ad intervenire presso la fattoria ellenistica di Ciantro, attraverso una raccolta fondi che ci ha permesso di sostituire i pannelli in policarbonato danneggiati dalle intemperie. Le c.d. “sponsorizzazioni culturali” da parte dei privati possono essere fonte di importanti traguardi. Peraltro, la legislazione italiana (vedesi l’art. 120 del D. Lgs. 42/2004, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) prevede che si possano erogare dei contributi per la progettazione o l’attuazione di iniziative in ordine alla tutela oppure alla valorizzazione del patrimonio culturale. In questo senso, l’apporto del privato può essere sicuramente un validissimo supporto per il rilancio culturale e turistico.

 Nel corso delle vostre attività vi siete interessati in modo concreto del sito archeologico di via dei Cipessi, della Necropoli di Piazza Duomo, e – più recentemente – della riqualificazione della copertura della Fattoria Ellenistica di Contrada Ciantro. Quali altri siti meriterebbero maggiore attenzione (anche degli enti preposti)?

Meritevoli di attenzione sono le numerose chiese presenti nella nostra città, come ad esempio la Chiesa del SS. Salvatore (la Badia) al Borgo, la chiesa di S. Gaetano, ubicata proprio di fronte, la chiesa dei Cappuccini, che sorge proprio accanto al Cimitero, dove, oltre alla messa in sicurezza e al restauro, si potrebbe pensare di recuperare i sottostanti terrazzamenti, in modo da donare alla città uno spazio verde e di belvedere. Meriterebbe ben altro trattamento il piccolo mosaico ellenistico-romano, ubicato al piano terra del Convento di S. Francesco di Paola: ad oggi, purtroppo, non risulta fruibile a causa di problemi strutturali che interessano l’intero edificio. In passato, grazie all’intervento di Italia Nostra, coordinata dal Prof. Bartolo Cannistrà, e alla fattiva cooperazione di SiciliAntica Milazzo è stato possibile aprire al pubblico, per qualche domenica nel periodo estivo, la saletta in cui si trova il mosaico. Ad oggi, purtroppo, quell’esperienza non sembra ripetibile, per il motivo cui si accennava poco sopra. Peraltro, il piccolo mosaico è stato oggetto di un intervento conservativo, finanziato dal Rotary Club di Milazzo, nell’anno 2015. Ricordiamo, inoltre, che all’epoca dell’apertura al pubblico per la fruizione del piccolo mosaico, si registrò un alto numero di visitatori, entusiasti di poter ammirare la testimonianza archeologica.

Non bisogna dimenticare l’ala ovest del Quartiere degli Spagnoli, lungo la via Impallomeni, che potrebbe naturalmente costituire la logica prosecuzione/ampliamento dell’Antiquarium, attualmente ubicato all’interno dell’ala est. Infine, ma non per importanza, il Castello, dove, in primis, bisognerebbe destinare importanti fondi per la manutenzione e la periodica scerbatura. A questa attività costante di manutenzione va affiancata una vera e propria programmazione culturale, nel rispetto della dignità storico-artistica del luogo. Un importante tassello sarà sicuramente aggiunto con l’inaugurazione del Museo della Cittadella Fortificata, che sorgerà all’interno del Monastero delle Benedettine e che apporterà un incremento dell’offerta culturale per l’intero complesso fortificato. Questi pochi luoghi citati – in verità ce ne sarebbero molti altri da elencare – sono la testimonianza concreta della ricchezza di cui la nostra città dispone.

 

I siti archeologici della nostra città costituiscono già un latente sistema culturale distribuito sul territorio. Quale contributo ha dato Siciliantica al progetto di Museo Diffuso, presentato a Palazzo D’Amico?

Abbiamo avuto un breve incontro con i promotori dell’iniziativa, a cui abbiamo confermato la nostra massima disponibilità per la prosecuzione del progetto. Serviranno, ovviamente, ulteriori incontri pianificatori che diano concretezza a questo importante progetto di valorizzazione del territorio.

 La tutela dei beni culturali è intimamente connessa all’idea di identità e di conoscenza di un patrimonio condiviso. La vostra idea di creare una biblioteca va in questa direzione? Avete in programma anche attività di divulgazione?

L’idea della biblioteca è nata anni fa da una semplice discussione tra soci, su iniziativa dell’ex presidente della sede locale di Milazzo, Alessandro Ficarra. Si tratta di una iniziativa culturale scaturita soprattutto in risposta alle molte richieste, giunte unanimi da parte degli Istituti Scolastici di ogni ordine e grado, che lamentano la carenza di incentivi culturali extrascolastici, o di luoghi di cultura che offrano materiale e spazio per la ricerca scientifica. Più ampiamente, di un programma per avvicinare l’Antiquarium a più numerose e diversificate tipologie di pubblico, che dia ragione e qualificato respiro a una sede, già prestigiosa per la conoscenza storica del territorio, ma anche potenziale veicolo per la trasmissione di un “sapere” privo di confini, didatticamente immediato e inequivocabile.

 Il prossimo 6-7 Maggio l’Associazione SiciliAntica ha organizzato l’evento dal titolo “Operazione Isola pulita. Ripuliamo e salvaguardiamo la nostra terra”. Cosa sarà organizzato nella nostra città?

Abbiamo già inoltrato la richiesta per un intervento di pulizia che interesserà la necropoli tardo-romana/proto-bizantina di Piazza Duomo. Per cui, giorno 6 e 7 Maggio, i volontari di SiciliAntica saranno impegnati, come già accaduto diverse volte in questi anni, nella manutenzione del sito archeologico.

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