Il sindaco immacolato

antonio n isgrò

Non entreremo nel merito delle dichiarazioni del sindaco circa la disfatta regolare o irregolare nelle assegnazioni delle presidenze delle commissioni. Tuttavia non possiamo trascurare alcune sue affermazioni circa la gestione della cosa pubblica, in particolare del Consiglio comunale.

Lungi da me l’idea di difendere, politicamente, l’operato del presidente del consiglio più volte richiamato dal sottoscritto (per quel che può contare) per i toni e modi, ci appare assai grave che il sindaco faccia appello alla legalità dei lavori d’aula.

A suo parere, il voto per l’elezione del presidente della prima commissione, è ‘la riproposizione del convincimento che leggi e regolamenti possano essere disattesi per interessi politici’; continua ‘questo vale per molte vicende che riguardano la gestione del Consiglio Comunale di Milazzo’.

Dal momento che si fanno queste dichiarazioni, si dovrebbe entrare nello specifico e chiarire come, quando e chi ha agito con questa ‘disinvoltura’ in Consiglio comunale. Ma il sindaco se ne guarda bene dal farlo, e il rischio che il bersaglio sia identificabile nella figura del presidente del consiglio è più che probabile.

Dunque, la polemica per la polemica?

Nient’affatto.

Un ‘IO’ (altro che Carmelo Pino, qui i livelli di EGO toccano vette altissime) contro il resto dei politicanti da strapazzo.

Però, bisognerebbe fare attenzione alle parole ‘legalità’, ‘regole’, ‘legge’ nel marcare una differenza culturale tra noi e gli altri. Soprattutto quando si ricoprono incarichi istituzionali; soprattutto quando si è stati eletti dal popolo; soprattutto quando la sua maggioranza più che avere identità culturali o politiche, obbedisce per convenienza più che per ideologia (un consigliere di maggioranza, in particolare, ad ogni seduta di consiglio dichiara pure di essere ‘berlusconiano’).

Ma questo al signor sindaco sembra non interessare.

E se si va oltre la giusta e fondamentale legge, c’è un’altra legge, non scritta, quella del buon senso; ma Formica essendone sprovvisto, punta il dito e accusa gli altri di flirtare con la destra dimenticando che nella sua maggioranza più di un consigliere e anche qualche assessore è vicino a neo deputati o esponenti di Forza Italia. Ah pare esserci anche Art. 1 in maggioranza, ma è un dettaglio…

Antonio Foti forse è finito in ragionamenti più grandi di lui, ma non è completamente colpa sua ed ha il peccato originale di non aver capito prima con chi aveva a che fare, politicamente parlando. Tant’è, ne verrà fuori perché è persona limpida e leale, che si confronta con l’esistente ed è al di sopra delle parti di questa città malata.

Se si finisce per scontrarsi con un ‘sindaco immacolato’, non si può che soccombere cadendo nel burrone al di là del quale ci sono gli empi sconfitti da colui che è indenne dal male.

Onori e oneri della corona.

Che fatica fare il censore!

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