La Lute a Villa Vaccarino col prof. Franco Scolaro su Antonello da Messina e la Sicilia

alessandro di Bella

Proseguono le serate con la LUTE nel giardino di Villa Vaccarino. Giovedì 13 un numeroso pubblico (presente anche l’Ass. Presti) ha ascoltato il Prof. Franco Scolaro su “Antonello da Messina e la Sicilia”, coadiuvato dalla Prof.ssa Maria Grazia Caliri che ha letto alcuni brani su aspetti della vita e delle opere del pittore messinese.

Il Prof. Scolaro ha iniziato ripercorrendo le tappe fondamentali della biografia del pittore: gli anni giovanili in Sicilia, il soggiorno napoletano presso Colantonio, il transito tra Roma e la Toscana ove apprese la prospettiva tramite le opere di Piero della Francesca, il periodo a Venezia e la conoscenza delle opere di Giovanni Bellini, il ritorno a Messina negli ultimi anni della propria vita.

I presenti, in seguito, sono stati guidati in un percorso articolato per generi pittorici: dai quadretti per devozione privata (come il San Girolamo penitente nel deserto o la Visita dei tre angeli ad Abramo) alle crocifissioni, in particolare la Crocifissione di Sibiu; dall’agiografia, come il S. Sebastiano o il S. Girolamo nello studio con la sua complessa simbologia, al polittico; dal soggetto dell’Ecce homo alla ritrattistica. Il Prof. Scolaro ha analizzato nel dettaglio il celeberrimo Ritratto d’ignoto del Museo Madralisca di Cefalù, evidenziandone il sorriso enigmatico e beffardo, opera che ha ispirato Vincenzo Consolo per la composizione del romanzo Il sorriso dell’ignoto marinaio.

Sul finire della serata il Prof. Scolaro si è soffermato sull’Annunciata del Museo Abatellis di Palermo, evidenziandone i modelli, da Piero della Francesca ai maestri fiamminghi e, allo stesso tempo, le novità nell’opera di Antonello. Il docente ha anche esposto una suggestiva teoria sull’identità della donna che avrebbe dato al pittore messinese l’ispirazione per il volto della Madonna, identificabile con quello di Santa Eustochia Smeralda Calafato.

Una messinese, una sua conterranea, lo avrebbe così ispirato per un’opera, l’Annunciata, che costituisce uno dei più maturi approdi del ‘400 italiano ed europeo. Il Prof. Scolaro ha evidenziato come Antonello da Messina abbia sempre mantenuto un forte legame con la sua città d’origine tanto da scegliere di trascorrervi, ormai ammalato, gli ultimi anni della propria vita e da decidere di esservi sepolto. Soprattutto, il pittore messinese, anche se lontano per lunghi anni dalla propria terra natale, nelle proprie opere ha spesso inserito personaggi e atmosfere legate al proprio ambiente d’origine, ad esempio vedute della falce del porto di Messina, della città, dello Stretto o delle Isole Eolie sullo sfondo, tutti questi segni di un legame inscindibile con la propria terra.

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