Vecchio tracciato ferroviario, mozione di Magistri

Al Sindaco del Comune di Milazzo
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Presidente della II Commissione Consiliare

OGGETTO: mozione relativa alla riconversione del vecchio tracciato ferroviario in disuso ricadente nel territorio comunale di Milazzo in percorso ciclo-pedonale.

Il Sottoscritto Consigliere Comunale,

PREMESSO

– che, la vecchia stazione ferroviaria di Milazzo rappresenta un bene dotato di notevole valenza culturale, storica e architettonica tale certamente da non meritare lo stato di abbandono e degrado a cui è stata relegata da oltre 20 anni a questa parte;
– che, il bene fu acquisito intorno al 2000 al patrimonio immobiliare comunale e si pensò per esso, anche sulla base di apposita progettazione, una destinazione a sede di uffici giudiziari;
– che, il suddetto intervento di riqualificazione della vecchia stazione ferroviaria di Milazzo risulta allo stato ricompreso nel piano triennale delle opere pubbliche;
– che, il superiore intervento, per il quale è previsto un costo stimato di Euro 3.000.000,00, risulta ormai obsoleto alla luce del fatto che Milazzo non è più sede di alcun ufficio giudiziario, oltre a non godere allo stato di specifici finanziamenti dedicati;

CONSIDERATO

– che, occorre dunque programmare, anche sulla base di apposita progettazione, nuove ipotesi di riconversione/riqualificazione dell’edificio della vecchia stazione, suscettibili di aggredire le fonti di finanziamento comunitarie;
– che, la riqualificazione della vecchia stazione non può in ogni caso esser vista come opera isolata ed estranea al contesto in cui la stessa si colloca;
– che, in particolare eventuali interventi di riqualificazione della vecchia stazione non possono in alcun modo prescindere da interventi di recupero, riqualificazione e/o riconversione del vecchio tracciato ferroviario dismesso su cui l’edificio della vecchia stazione insiste, attualmente in stato di assoluto degrado, dovendosi al contrario di necessità integrarsi con essi;
– che, esiste in tal senso un apposito studio di fattibilità redatto nel 2009 dall’allora Provincia Regionale di Messina, oggi Città Metropolitana, il quale prevede:
a) la riconversione di parte del tratto ferroviario dismesso insistente tra Milazzo a Terme Vigliatore in percorso ciclo-pedonale, corredato di appositi spazi verdi, c.d. Green ways o percorsi verdi;
b) la trasformazione dell’edificio della vecchia stazione FS oltre che in punto d’incontro, di partenza e di arrivo della pista ciclo, in centro di ristoro e punto per il bike sharing, nonché per l’assistenza tecnica e la riparazione delle biciclette;
– che, su tale ipotesi si sono già pronunciati favorevolmente nel 2014 alcuni comuni della fascia tirrenica della Provincia di Messina;
– che, si sono altresì pronunciate in più occasioni a favore di tale ipotesi di riconversione anche diverse associazioni del territorio, quali Legambiente, Cittadinanza Attiva, nonché la sezione locale di Italia Nostra,  tramite l’organizzazione di specifici incontri e petizioni sul tema;

CONSIDERATO

– che, gli investimenti in percorsi turistici, in particolare quelli nel settore del miglioramento di sentieri naturali, piste ciclabili, itinerari e segnaletica possono migliorare di gran lunga l’attrattiva delle regioni per i visitatori;
– che, in particolare, il riutilizzo di vecchie ferrovie, di strade rurali e di percorsi natura, una volta ripristinati e adattati alla nuova funzione, possono attrarre turisti, favorire la nascita di nuove imprese e contribuire al miglioramento della qualità della vita degli abitanti delle regioni in cui vengono attuati questo tipo di investimenti, oltre che a contribuire alla bellezza culturale di una zona;
–  che, ricavare una green way da un percorso ferroviario soppresso non è soltanto un semplice intervento tecnico di conversione, ma è altresì un’importante iniziativa mirata alla valorizzazione ed alla fruizione del notevole patrimonio di archeologia industriale, rappresentato nella nostra isola dalle antiche linee ferroviarie in disuso;
– che, la realizzazione di una Green Way del Tirreno garantirebbe – al pari di quanto già avvenuto in altri stati europei quali Francia, Spagna, Portogallo e Belgio – la riconversione di asset e luoghi non più utilizzati per il core business industriale, costituendo al tempo stesso un’importante occasione per lo sviluppo di un turismo ecosostenibile in conformità, peraltro, con gli orientamenti europei e la European Strategy 2020, in tema di riduzione di CO2;
– che, pertanto, la suddetta ipotesi di riconversione è suscettibile di intercettare i fondi che la programmazione europea 2014 -2020 destina alla mobilità sostenibile ed in particolare ai trasporti intelligenti, verdi e integrati;
– che, sul recupero delle ferrovie dismesse per lo sviluppo di un turismo ecosostenibile, si è già pronunciato favorevolmente, anche in occasione del recente Expo 2015, lo stesso Ministero delle Politiche Agricole e Forestali;
– che, il Ministero dei Beni e delle attività culturali ha di recente manifestato la propria intenzione di avviare a medio-breve termine una serie di interventi di valorizzazione del patrimonio storico-ferroviario, ivi inclusa la riconversione dei vecchi tracciati ferroviari dismessi in percorsi ciclo-turistici;
– che, lo stesso Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane si è a livello nazionale pronunciato a favore della riconversione – previa concessione in comodato d’uso gratuito ad Enti locali, istituzioni ed associazioni no-profit che presentino apposita ed idonea progettazione – delle proprie tratte ferroviarie dismesse in percorsi ciclo-turistici, e delle stazioni dismesse che su tali tratti insistono in alberghi, ostelli, ristoranti, musei delle tradizioni territoriali, officine per la manutenzione di biciclette, promuovendo in tal senso un vero e proprio piano nazionale Green ways che prevede il coinvolgimento dei Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e dei Beni Culturali, nonché di Università, Regioni, Enti Locali e principali associazioni ambientaliste;
– che, l’art. 8 della Legge 19 ottobre 1998, n. 366 recante “ norme per il finanziamento della mobilità ciclistica ” prevede che l’area di sedime delle ferrovie dismesse o in disuso sia utilizzata prioritariamente per la realizzazione di piste e di itinerari ciclabili ad uso turistico seguendo i tracciati medesimi;
– che, il piano della mobilità non motorizzata siciliana di cui al Decreto dell’assessore Regionale per il Turismo del 6 Giugno 2005 prevede in via prioritaria la realizzazione di percorsi ciclabili ricavati da tratti di ferrovie dismesse o in corso di dismissione;
– che, la riconversione in Green Ways delle tratte ferroviarie dismesse è stata già realizzata con successo in numerose regioni italiane (Liguria, Emilia Romagna, Abruzzo, Piemonte, Lazio, Veneto, Lombardia, Sardegna), oltre che in alcune località siciliane (Menfi), grazie anche al supporto di fondi comunitari dedicati;
– che, di recente, diversi comuni ed enti pubblici siciliani hanno avviato apposita progettazione, stipulando accordi col gruppo RFI per la riconversione delle tratte ferroviarie dismesse ricadenti nei rispettivi territori;
– che, in particolare in tale direzione risultano essersi già mossi, i comuni della Val Di Noto, nonché il Parco Fluviale dell’Alcantara  che ha di recente siglato un accordo di programma in tal senso con RFI;

CONSTATATO

– che, nell’estate 2014 fu svolto a Milazzo, in collaborazione con la facoltà di architettura di Reggio Calabria, un apposito workshop che ha visto coinvolti giovani architetti italiani e stranieri, al termine del quale è stato consegnato al Comune uno studio di fattibilità sulla riqualificazione della vecchia stazione e del tracciato ferroviario dismesso che prevede la creazione su una parte di tali aree di orti sociali, il mantenimento della vegetazione esistente e l’introduzione di flora autoctona, con annesso centro di educazione ecologica;
– che, la suddetta ipotesi progettuale ben si integra con l’idea di Green Ways;
– che, alla luce di quanto sopra premesso, considerato e rilevato, risulta senz’altro auspicabile un’integrazione degli interventi di riqualificazione dell’edificio della vecchia stazione con quelli di riconversione del vecchio tracciato ferroviario dismesso su cui la stessa insiste al fine di garantire maggiori possibilità di intercettazione di fondi comunitari e nazionali dedicati;
– che, un tale intervento di riqualificazione consentirebbe di valorizzare uno spazio attualmente in stato di assoluto degrado, caratterizzato dalla presenza di erbe infestanti alte in alcuni punti oltre un metro e di rifiuti abbandonati di vario genere, con conseguenti gravi inconvenienti igienico-sanitari, specie per i residenti della zona;

Per tutto quanto sopra,

SI IMPEGNA

l’Amministrazione Comunale di Milazzo, a:
1) promuovere e riavviare, di concerto con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con i Comuni di Barcellona P.G. e Terme Vigliatore sul cui territorio il percorso insiste, oltre che con la stessa Città Metropolitana di Messina, la progettazione già esistente per la riconversione in percorso ciclo-turistico di parte della tratta ferroviaria dismessa insistente tra i Comuni di Milazzo e Terme Vigliatore;
2) promuovere, in tal senso, di concerto con tutti gli enti interessati di cui al precedente punto 1), la costituzione di un apposito tavolo tecnico/operativo che preveda il coinvolgimento dei responsabili tecnici dei relativi enti ai fini della definizione di un progetto di livello esecutivo per il recupero e la trasformazione del vecchio tracciato ferroviario, delle azioni di promozione finalizzate allo sviluppo dei flussi turistici e dell’attivazione di partenariati finalizzati alla partecipazione a bandi ed opportunità di finanziamento nazionali e comunitarie;
3)  intervenire, nelle more dell’avvio della suddette attività, di concerto con gli enti competenti interessati, presso il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane al fine di richiedere una urgente bonifica delle aree di sua proprietà adiacenti la vecchia stazione FS di Milazzo su cui insiste il tracciato ferroviario dismesso, tale da rimuovere la già descritta situazione di pericolo igienico-sanitario, specie per i residenti della zona.

Milazzo, 18/07/2016

Il Consigliere Comunale
Simone Magistri

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