Società Milazzese di Storia Patria: Proposte di gestione e restauro della cittadella fortificata

cSTELLO BNAlla c.a. del dott. Salvatore Presti

Assessore ai BB. CC. della Città di Milazzo

 Oggetto: “Stati Generali sul complesso monumentale”: proposte di gestione e restauro della cittadella fortificata

 PROPOSTA DI GESTIONE

Negli anni Novanta fu imposto dal consiglio comunale di Milazzo un ticket d’ingresso per l’accesso alla cittadella fortificata, il cui gettito avrebbe dovuto finanziare le spese di manutenzione della città murata. La storia successiva è nota ai più: il ticket fu incassato, ma non fu mai spesa una sola lira per le finalità di cui alla destinazione vincolata deliberata dall’organo consiliare.

Con delibera n. 10 dell’8 luglio 2014 il commissario straordinario, nelle veci del consiglio comunale, adottava le tariffe per l’ingresso alla cittadella fortificata da destinarsi alla «manutenzione e valorizzazione del compendio monumentale». In particolare, alla citata delibera è stato allegato un quadro economico, da cui si evince che il gettito del ticket sarebbe stato destinato, oltre che alla manutenzione e valorizzazione del complesso fortificato, anche a spese correnti di gestione, quali personale (compresi gli oneri dello straordinario), polizza assicurativa, utenze elettrica ed idrica.

Con successivo atto deliberativo n. 99 del 5 agosto 2015 la Giunta Formica, nel confermare anche per l’anno 2015 le suddette tariffe, deliberava «l’utilizzo immediato e prioritario delle entrate realizzate», al fine di destinarle alla «pulizia del Castello». A tal proposito assegnava contestualmente le somme introitate all’ufficio competente per il raggiungimento della finalità appena citata.

Tale atto di indirizzo della Giunta è stato però vanificato da un successivo e recentissimo atto deliberativo (n. 50 del 17 marzo 2017), con il quale la stessa giunta, nell’adottare il piano dei costi e le tariffe dei servizi pubblici a domanda individuale per l’anno 2015, ha stabilito di destinare l’intero gettito del ticket d’ingresso della cittadella fortificata (unitamente a quello incassato con abbonamenti, affitto di sale e spazi e percentuali su incassi in occasione di eventi e manifestazioni organizzati all’interno della stessa città murata) alle spese del personale, al pagamento delle utenze ed a quello delle polizze assicurative, senza tuttavia finanziare la voce «manutenzione e valorizzazione del compendio monumentale» e soprattutto quella privilegiata con la citata delibera di giunta n. 99/2015, ossia la «pulizia del Castello».

Ciò premesso, questo sodalizio, allo scopo di incrementare il gettito del ticket d’ingresso propone quanto segue:

– aumentare  per turisti e visitatori non residenti nella Città di Milazzo l’ingresso a biglietto da € 5,00 ad € 8,00;

– lasciare invariato l’ingresso dei residenti al costo privilegiato di € 5,00, trasformando la natura del titolo da ticket d’ingresso ad abbonamento annuale. In tal modo, al costo di appena € 5,00, i cittadini residenti potranno accedere alla cittadella fortificata tutto l’anno;

– destinare il maggior introito stimato in euro 40.000 circa in via prioritaria solo ed esclusivamente alle seguenti finalità, escludendo dunque spese ordinarie e straordinarie del personale:

a) scerbamento periodico e periodica pulizia servizi igienici (€20.000), senza i quali il bene culturale non può presentarsi in maniera decorosa e dignitosa a turisti e visitatori. Superfluo evidenziare che lo scerbamento periodico consente di depotenziare la minaccia delle zecche all’interno della cittadella fortificata, vera e propria emergenza sanitaria che mette a serio rischio la pubblica incolumità (si ricorda a tal proposito che il pericolo di zecche non è segnalato all’ingresso del bene culturale);

b) piccole opere di manutenzione edili e piccola manutenzione degli impianti di videosorveglianza, elettrico, antincendio e climatizzazione (€10.000);

c) allestimento piccoli spazi espositivi permanenti legati alla storia ed all’identità dei luoghi (tra tutti il Museo Garibaldino e l’esposizione delle antiche carte geografiche dell’Archivio Storico comunale) ed ancora allestimento cartellonistica interna ed esterna e fornitura monitor, ovviamente in formato multilingue, per illustrare ai visitatori i singoli spazi interni ed esterni della cittadella fortificata, guidandoli lungo il percorso di visita (€10.000);

La spesa di cui al punto c) può prevedere anche la fornitura di audio guide multilinque, che tramite il noleggio a pagamento dei singoli dispositivi ai visitatori può consentire di recuperare l’importo erogato per la fornitura degli stessi. Inoltre, la previsione di spesa di cui al punto c) consente di riempire in modo costruttivo, dignitoso ed elegante alcune sale in atto vuote e polverose, consentendo al turista, soprattutto nelle giornate invernali in cui mancano eventi e/o manifestazioni, di poter usufruire di diverse attrazioni culturali all’interno del complesso fortificato, ove ad oggi non è presente alcun punto espositivo permanente. Nell’arco di appena un quinquennio, tra Mastio, Monastero delle Benedettine e Duomo antico potrebbero così sorgere ben 5 spazi espositivi permanenti, alcuni anche museali, arricchendo così l’offerta culturale della città murata.

In alternativa al rincaro delle tariffe di cui sopra si propone, ove possibile, di imputare nuovamente agli originari capitoli del bilancio comunale in tutto o in parte le spese del personale, destinando così i 75.000 euro circa che si introitano annualmente dal ticket d’ingresso alla «manutenzione del compendio monumentale».

Nel caso di accoglimento della proposta di aumento delle tariffe si invita tuttavia l’Amministrazione comunale a destinare il maggior introito solo ed esclusivamente alle finalità sopra descritte. Caso contrario si rischierebbe di presentare ai turisti ed ai visitatori un bene culturale in condizioni di degrado e privo di servizi: a fronte di ben 8 euro pagati per il ticket d’ingresso sarebbe una beffa vera e propria.

Si invitano altresì l’Amministrazione comunale e gli uffici competenti a vigilare sulla corretta e puntuale applicazione delle modalità di riscossione del ticket d’ingresso.

PROPOSTA DI RESTAURO

Tanto ancora rimane da restaurare all’interno della cittadella fortificata. Diversi lotti si potrebbero avviare per implementare altrettanti cantieri. In particolare:

a) la rifunzionalizzazione dei bastioni di S. Maria e delle Isole, col recupero del pian terreno del bastione di S. Maria e delle sottostanti ed affascinanti gallerie di contromina di entrambi i bastioni, manufatti originali – in atto parzialmente occlusi – risalenti agli anni Venti e Trenta del Cinquecento;

b) il recupero e la rifunzionalizzazione degli ambienti interni di 4 dei 5 torrioni tondi della cinta cosiddetta aragonese, innalzata alla fine del Quattrocento;

c) recupero del pian terreno di 3 ali del Mastio;

d) esecuzione di accurate campagne di scavi archeologici soprattutto nella zona ovest al di là del Mastio, ossia verso la sommità della Grotta di Polifemo, allo scopo di riportare alla luce la città greca, oltre che eventuali perimetri murari del tessuto urbano più recente.

E’ nota a tutti la carenza di risorse economiche del Comune di Milazzo (dissesto), cui si aggiunge la carenza di progettisti interni: l’arch. Antonino Giardina è appena andato in pensione, mentre le carenze di bilancio non consentono di conferire incarichi professionali a progettisti esterni. Ed è noto a tutti che senza progetti esecutivi muniti di tutti i pareri di rito (ASL, Genio Civile, Sovrintendenza, VV. FF., etc) non si va da nessuna parte, visto che i finanziamenti europei presuppongono di norma la disponibilità di progetti di restauro immediatamente cantierabili (ossia progetti esecutivi aggiornati e muniti di tutti i pareri).

A tal proposito questo sodalizio si permette di suggerire all’Amministrazione comunale, proprio per il restauro dei vari lotti della cittadella fortificata, il ricorso al Fondo Rotativo per la Progettualità istituito presso la Cassa Depositi e Prestiti, che finanzia gli enti pubblici anticipando le spese relative  alle attività di progettazione. Le somme erogate per la redazione del progetto dovranno essere restituite alla Cassa Depositi e Prestiti a rate, ma potranno essere recuperate dal finanziamento europeo erogato e concesso nel frattempo, a seguito di presentazione da parte del Comune dello stesso progetto immediatamente cantierabile. Nessun problema poi da parte delle procedure di dissesto in atto, che notoriamente inibiscono il ricorso ai mutui, visto che a norma dell’art. 266 del Testo Unico degli Enti Locali gli enti locali dissestati, muniti di bilancio stabilmente riequilibrato, possono procedere all’assunzione di mutui per investimento, tra cui rientrano ovviamente gli appalti di opere pubbliche.

La natura “rotativa” del Fondo suddetto prevede che le sue disponibilità vengono ricostituite attraverso i rimborsi da parte degli utilizzatori.

L’investimento oggetto della progettazione deve essere di importo non inferiore a 1 milione di euro. Il totale delle somme anticipate per le spese relative allo stesso investimento non può superare il 10% del costo dell’ investimento medesimo.

L’anticipazione è erogata dalla Cassa Depositi e Prestiti di norma entro dodici mesi dalla concessione sulla base delle spese effettivamente sostenute.

L’Ente è tenuto, entro tre anni dalla data della prima erogazione, alla restituzione della somma anticipata, anche mediante la stipula di un contratto di prestito quinquennale con le medesime caratteristiche e alle stesse condizioni del Prestito Ordinario a tasso fisso di pari durata.

Il Fondo Rotativo per la Progettualità è stato istituito dalla Legge 28 dicembre 1995 n. 549 ed è regolato dalla Circolare  CDP n. 1250 del 25 febbraio 2003.

Il sodalizio si riserva di presentare ulteriori ed eventuali proposte sull’argomento.

Milazzo, lì 1 aprile 2017.

Con osservanza,

Per la Società Milazzese di Storia Patria

Massimo Tricamo

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