Nuovo regolamento per le concessioni cimiteriali: Lettera di Lo Schiavo ai Consiglieri

GENT.MI SIGG. CONSIGLIERI,

 

nella qualità di Presidente di una delle maggiori Società di Mutuo Soccorso della città (“N. PUGLISI – 3000 soci ca.) porgo alla Vs. attenzione le conseguenze che scaturiranno dall’applicazione della Deliberazione di Giunta N. 77 DEL 30.04.2018 sul NUOVO REGOLAMENTO COMUNALE PER LE CONCESSIONI CIMITERIALI se il Consiglio Comunale approverà integralmente quanto in esso contenuto nel passaggio in aula. Trattasi di un regolamento di nuova ispirazione, confezionato ad hoc dopo le ripetute pressioni e proteste delle Società per la mancata assegnazione delle aree cimiteriali richieste in concessione da lunghi anni.

Pertanto, nel porgerVi le mie considerazioni, per non chiamarle ferme rimostranze, che non si scostano da quelle delle altre sei Società consorelle, Vi prego caldamente di intervenire in nostro supporto nel dibattimento, in quanto alcune assurde restrizioni metteranno in pericolo la vita stessa delle Società che in tutta la città rappresentano ca. 15.000 soci.

 

  1. Innanzitutto, questo nuovo regolamento interviene, ignorando e smentendo l’impegno preso dalla precedente Amministrazione con le Società richiedenti con la Deliberazione di Giunta n. 140 del 10.12.2014 avente come oggetto: COSTRUZIONE CAPPELLE CIMITERIALI DA PARTE DI SOCIETA’ E CONFRATERNITE DI MUTUO SOCCORSO. ATTO DI INDIRIZZO. (qui allegata) emanata a sintesi di un laborioso accordo raggiunto con l’Amministrazione.
  2. Allunga, in modo considerevole, i tempi burocratici in quanto azzera un iter complesso e macchinoso che, già in quella occasione, le Società avevano da tempo condotto a termine fornendo cifre e dati che ora, vengono di nuovo richiesti.
  3. Annulla di fatto un accordo già raggiunto con i rappresentanti istituzionali del Comune di Milazzo, nei fatti adesso ignorato e, probabilmente, ritenuto superato dal Regolamento da poco confezionato, dopo anni di inutile attesa.
  4. Non è dato sapere, come previsto dall’Art. 3 di tale Regolamento, se è e attualmente aggiornata la planimetria del Cimitero in cui sono individuate le aree destinate alle Società di M.S.. Siamo ancora all’anno zero e le scorte di loculi stanno finendo.
  5. Le istanze delle Società risalenti al 2014 non hanno ancora ricevuto risposta alcuna dagli Uffici addetti. All’epoca erano state regolarmente corredate di Statuto, elenco soci iscritti e delle altre documentazioni richieste.
  6. 3, punto 3. Si pone come obbligo la comunicazione “PRIMA DI QUALSIASI OPERAZIONE CIMITERIALE DELLE VARIAZIONI INTRODOTTE NELL’ELENCO DEI PROPRI AFFILIATI PER AMMISSIONE O PER CANCELLAZIONE (DECESSO, ETC.) COME PER I CAMBIAMENTI INTRODOTTI NELLO STATUTO. Si fa presente all’uopo che, almeno la Società che il sottoscritto ha l’onore di presiedere, comunica regolarmente e con tempestività agli Uffici Comunali addetti, per posta certificata, i nominativi dei nuovi soci e di quelli estinti, da lunghissimo tempo.
  7. 4 (il più incomprensibile se non il più risibile) NON POTRANNO ESSERE TUMULATE LE SALME DI QUEI SOCI NON COMUNICATE ALMENO TRE MESI PRIMA DEL DECESSO. PER OGNI DECESSO BISOGNA ESIBIRE COPIA AUTENTICA DELLA DELIBERAZIONE DI ISCRIZIONE ALLA SOCIETA’.  Il che, in poche parole significa che qualunque socio che abbia a defungere nei tre mesi seguenti  la sua iscrizione non potrà essere tumulato nella cappella sociale nonostante l’avvenuto versamento della quota d’iscrizione e l’appartenenza a pieno titolo alla Società stessa.  LIMITAZIONE INCOMPRENSIBILE e foriera di una grossa problematica, in quanto la salma resterebbe insepolta innescando processi di rivalsa a catena. Infatti, la Società al momento dell’iscrizione, non potrà mai prevedere la data del decesso del socio che, comunque, si sente garantito dalla sua iscrizione salvo poi perdere tale diritto perché è morto entro i tre mesi successivi. La copia autentica della deliberazione di iscrizione è un inutile fardello burocratico, in quanto la mia Società provvede già a comunicare questi estremi per posta certificata. Ciò comporterebbe il recarsi, in caso di morte di soci, presso un Notaio o agli Uffici Comunali per ottenere una copia autentica del foglio del Registro Verbali in cui è annotata la delibera di ammissione. UNA PRETESA A DIR POCO ORIGINALE in quanto gli Uffici sono già in possesso dell’elenco soci e dei suoi aggiornamenti!
  8. ART: 6. Allo stato attuale, sebbene l’Amministrazione abbia maturato ben tre anni di insediamento non ha mai pubblicato un avviso pubblico contenente il numero di aree che intende assegnare alle Società di M.S. per la costruzione delle Cappelle. Nella delibera del 2014 della precedente Giunta erano già state individuate!
  9. 7. Quello che possiamo considerare il più assurdo e limitativo. Secondo la Giunta, solo dopo questo avviso (che ancora non è stato reso noto), le Società potranno chiedere l’assegnazione di tali aree ma SOLO I SODALIZI CHE, ALLA DATA DI PUBBLICAZIONE DELL’AVVISO, ABBIANO UNA DISPONIBILITA’ DI LOCULI INFERIORE AL NUMERO DI SEPPELLIMENTI EFFETTUATI NEGLI ULTIMI TRE ANNI. Ciò significa che, essendo sconosciuta la data dell’avviso di cui sopra, la disponibilità a quel momento della Società potrebbe anche essere notevolmente inferiore, per cui nel limitatissimo tempo concesso per il disbrigo delle pratiche burocratiche e per la costruzione di cappelle multi posti di circa 700-1000 posti (che l’attuale Amministrazione dimostra di essere lungamente superiore ai tre anni), le Società, con assoluta certezza,  sarebbero costrette a subire l’onta di non potere più disporre di alcun loculo in cui seppellire i propri soci. Ciò provocherebbe una vera e propria rivolta popolare. Si tenga anche presente che l’invecchiamento della popolazione non rende da anni costante il numero annuale dei decessi che vanno aumentando percentualmente sulla massa degli iscritti.
  10. ART: 16, punto 6. Dall’inizio dei lavori per la costruzione di nuove cappelle il Comune concede 18 mesi per la conclusione dei lavori stessi, pena l’applicazione di una penale di 30 euro per ogni giorno di ritardo. Tale richiesta contrasta con la pretesa di negare l’uso di mezzi meccanici all’interno dell’area cimiteriale per la totale impossibilità di usarli in supporto al cantiere e la conseguente necessità di fare ricorso a semplici mezzi manuali per la realizzazione dell’opera. Pur tuttavia, si impongono termini così restrittivi da poterli ritenere poco credibili. Per elevazioni a quattro piani fuori terra con strutture particolarmente complesse, il termine dovrebbe essere esteso fino a 36 mesi, fermo restando un’ulteriore proroga di 12 mesi, a seguito di circostanziata istanza, senza ulteriori penalità, onde favorire anche una più morbida distribuzione dell’impegno economico.
  11. 22, punto 4. Si nota una contraddizione. Gli operatori edili operanti al servizio di privati nell’area cimiteriale sono tenuti al versamento di un deposito cauzionale, anche a mezzo di una polizza fideiussoria dell’importo deciso dal Responsabile dell’Area che gestisce i servizi cimiteriali. Si presume che tale importo debba essere proporzionale all’entità dei lavori e quindi non si capisce come nell’ambito dello stesso articolo il valore fideiussorio sia poi indicato in euro 500.000,00, ritenuto abnorme rispetto all’effettivo rischio di danni.
  12. Dovrà essere prevista anche la concessione di un’adeguata area di cantiere, debitamente recintata onde evitare intromissione di estranei, furti, danneggiamenti etc.

 

A complemento finale di questo personale excursus che porgo alla V. attenzione, nell’interesse della città e in funzione della delicatezza del tema, non posso non far presente che tutta l’area cimiteriale che si vuole regolamentare in modo così pignolo e capillare è da anni in stato di completo abbandono e laddove abbondano regolamenti, restrizioni e ottusità burocratica non si verifica nulla affinché la squallida situazione che ogni visitatore può constatare regni dovunque, tranne che nelle aree occupate dalle cappelle delle Società di M.S. senza le quali, la città sarebbe oppressa da un grave problema.

L’80% delle tumulazioni viene effettuata dalle nostre Società di M.S. . Condurle alla chiusura è una grave responsabilità della quale Vi prego farVi carico. Seppur considerati e trattati come Enti privati, pur tuttavia non si può riconoscere l’insostituibile funzione delle Società di M.S. che in oltre 130 anni di attività hanno sempre contribuito al decoro del Cimitero evitando, con la loro costante presenza e attività manutentiva situazioni di ulteriore degrado.

Le Società di M.S. hanno sempre avuto con la città un rapporto altamente fiduciario, riconosciuto anche dalle tante Amministrazioni che si sono susseguite negli ultimi 130 anni e non ci stanno a passare come dei soggetti da sottoporre ad un controllo asfissiante senza che una sola volta si sia dovuto procedere a contestazioni per azioni fuori dalla legalità.

Il rapporto con la P.A. è stato sempre improntato al reciproco riconoscimento del loro servizio presso la comunità cittadina. Attualmente la situazione è critica perché la lunga esperienza ci insegna che, vista la situazione ambientale bisogna muoversi con almeno 10 anni di anticipo prima di potere realizzare le nostre Cappelle. E’ quello che abbiamo fatto mentre siamo ancora qui a leggere Regolamenti e norme che poco hanno a che fare con l’urgente necessità che ci spinge.

Grazie per l’attenzione.

 

Filippo LO SCHIAVO

Presidente

SOCIETA’ OPERAIA “N. PUGLISI” – MILAZZO

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