Il Faro di Capo Milazzo: un dovere morale salvaguardarlo

Nel 2011 scrivevamo così: “Appresa la notizia che nella messa in vendita da parte del Ministero della Difesa di 76 siti militari è compreso il Faro di Capo Milazzo, Legambiente del Tirreno lancia l’allarme, perché un Bene comune così importante non venga privatizzato e stravolto,”allertando le massime Autorità ad intervenire.

La notizia di questi giorni è ancora più inquietante e spinge la Legambiente del Tirreno a sollecitare nuovamente le Autorità competenti a intervenire per salvaguardare un Bene così prezioso e importante per il presente e per il futuro sostenibile di Capo Milazzo, affinché non venga stravolto. Legambiente invita il Ministero dell’Ambiente, la Soprintendenza ai BBCCAA di Messina e l’Assessorato regionale al Territorio, per gli interventi di loro competenza.

Si ricorda che sta nascendo l’Area Marina Protetta di Capo Milazzo, e che alla Regione Sicilia è stato presentato anche un progetto del Comitato per la Riserva del Capo (Italia Nostra- WWF e LEGAMBIENTE) condiviso da più Amministrazioni comunali della Città. E’ un bene importante, un anello fondamentale che lega le emergenze naturalistiche e svolge una funzione importante dal punto di vista paesaggistico.

Esso ricade in un luogo di particolare e rara bellezza, nella parte estrema del promontorio milazzese, tra il demanio marittimo regionale e il territorio dell’antica Baronia oggi patrimonio della Fondazione Lucifero. Molti vincoli ricadono su quel suggestivo lembo di territorio, riconosciuto anche come SIC (Sito di importanza comunitaria) e inserito nella Rete di Natura 2000, e lo stesso Faro deve ritenersi vincolato come bene culturale e architettonico “ope legis”, quale opera pubblica di età superiore a 50 anni. Solo per questo esso va salvaguardato e conservato nella sua integrità, funzionalità e destinazione.

Il Faro di Capo Milazzo (denominato anche “Capo Bianco”), che trae origini dalla Torre della Lanterna, risalente ai primi del 1500 con luce a falò, gode di un magnifico belvedere che sovrasta gli ulivi della “Baronia” e conduce lo sguardo a un ampio panorama: dalla costa rocciosa del promontorio fino alle Isole Eolie e all’Etna. Nella spiaggia e nella costa sottostanti il faro, lo Scoglio di Baele, Gamba di donna e Salto del cavallo riportano a luoghi di antiche suggestioni e leggende legate all’identità milazzese.

Proprio in virtù di un bene simbolo del territorio e della sua storia, Legambiente del Tirreno fa appello affinché l’Amministrazione Comunale e la Soprintendenza ai BBCCAA tengano alta l’attenzione, anche alla luce del vincolo recentemente proposto dall’Assessorato Regionale ai BBCCAA a garanzia della conservazione storica (l’assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana, con delibera 2018 del 10 maggio 2017  ha stabilito che il Faro di Capo Milazzo, per la sua valenza storica ed architettonica presenta interesse culturale ai sensi dell’art. 10 del DL 42 del 22 gennaio 2004)

Legambiente del Tirreno auspica che sulla tutela del Faro ci sia un grande impegno politico regionale e nazionale, poiché il bene fondamentalmente è rappresentativo dell’identità milazzese, sia dal punto di vista paesistico che etno-antropologico. Il Faro con i terreni e i manufatti di pertinenza potrebbe svolgere il ruolo di accoglienza dei visitatori attirati dalla bellezza della natura del Capo, della scogliera e dell’ambiente marino circostante per la futura Area Marina protetta e per la proposta di istituzione di una Riserva Naturale regionale. In tutti i casi va tutelato un bene storico che tuttora mantiene un ruolo fondamentale per lo sviluppo sostenibile di Capo Milazzo. Un bene da tutelare e da tramandare alle generazioni future.

legambiente

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