Comunicato stampa Cooperativa Utopia, in risposta ad un post su Facebook del consigliere Franco Russo

A mali estremi…estremi rimedi. Il consigliere comunale Franco Russo continua imperterrito nella sua opera di diffamazione mettendo ancora una volta una foto su Facebook di una persona che è accolta nel progetto SPRAR del Comune di Milazzo gestito dalla nostra cooperativa sociale.

Ora si dà il caso che la persona fotografata sia titolare di protezione internazionale e proveniente da Paese in guerra. Ma questo il consigliere Russo lo ignora probabilmente, ma certo non dovrebbe essere ignorante delle norme che tutelano i titolari di protezione internazionale.

E visto che per la seconda volta si esibisce nei soliti “sermoni”, non ci resta altro da fare che tutelare la dignità personale del nostro amico accolto e di noi tutti operatori dell’accoglienza che lavoriamo nel progetto SPRAR del Comune di Milazzo.

Stavolta, oltre che con questo comunicato, valuteremo con i nostri legali le azioni da intraprendere per non consentire al consigliere Russo, e a nessun altro che ci voglia provare, di buttare fango sulle persone che accogliamo e sul nostro operato.

La foto che tanto fa discutere brillantemente molti cittadini milazzesi individua un reato evidentissimo: consultare uno smartphone in una sala pubblica.

Immagino sia una attività che lo stesso consigliere Russo svolga regolarmente ogni giorno. Allora intuisco che per il sagace uomo politico il reato sia quello… di avere la pelle nera…a meno che non si consideri lui stesso colpevole dello stesso reato!!!

Quanto al richiamo al dovere cristiano di accogliere credo che il consigliere Russo farebbe bene ad ascoltare quanto Papa Francesco ha più volte detto e, fortunatamente, continua a dire e a fare ogni giorno, perché il suo gesto, ahimè reiterato a distanza di qualche mese, non fa altro che dare la stura ai peggiori istinti di molti cittadini che sono “ignoranti” di tutto ciò che accade nel mondo ma che si permettono di esprimere giudizi pesanti sulle persone di colore diverso dimenticandosi perfino dell’articolo uno della nostra Costituzione Italiana.

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