Area Marina Protetta. Le considerazioni di Tommaso Currò

Domenico (2)

La recente istituzione dell’Area Marina Protetta (AMP) di Capo Milazzo non è solo una notizia di carattere strettamente “locale”. Infatti la nuova AMP porta a sette il numero di aree marine siciliane protette, proiettando la nostra Regione al primo posto in Italia nel campo della tutela marina, dopo Campania e Sardegna, come ricorda oggi in un post Marevivo che, insieme a Comune di Milazzo e Università di Messina, costituisce il consorzio di gestione dell’AMP.

Gli auspici riposti in questo primo tassello di tutela ambientale istituzionalizzata nella nostra città sono di entusiasmo e speranza. Il riconoscimento del valore delle acque del Promontorio può costituire un momento di svolta per fissare definitivamente una nuova consapevolezza di rispetto per le nostre risorse non rigenerabili.

E mentre da Roma si attendono ancora un nuovo Esecutivo e le sue strategie per la tutela ambientale, abbiamo sentito la voce di Tommaso Currò, che dai seggi di Montecitorio, ha rilanciato nella passata Legislatura un’esigenza del nostro territorio, divenuta oggi realtà. Breve intervista su un futuro diverso della nostra città.

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Il Decreto che istituisce la Riserva Marina di Capo Milazzo dimostra come la strategia territoriale necessiti di tempo perché si realizzi. Tra la proposta di legge – di cui è stato promotore – e la firma del Ministro Galletti ha investito buona parte della sua esperienza politica. Quali le sue considerazioni oggi che la Riserva è realtà?

Sono molto contento e soddisfatto nonostante tutto. In questi 5 anni da deputato ho lavorato solo ed esclusivamente per promuovere il mio territorio, ho dato un contributo importante all’inserimento della provincia di Messina nei patti per il Sud, prodotto una norma che tutela i presìdi farmaceutici nei piccoli borghi e seguito tanti altri dossier di interesse territoriale. Ho pagato personalmente la scelta di lasciare una eredità ai miei concittadini non svendendo il mio ruolo di parlamentare ad un partito. Il nostro territorio ha il disperato bisogno di una rappresentanza schietta, fiera e laboriosa per crescere. Io sento di aver fatto appieno il mio dovere.    

Le acque del Capo potranno diventare realmente elemento di richiamo per interessi scientifici e turistici, contemperando le legittime esigenze di fruizione da parte dei milazzesi?

Io ne sono convinto. Da oggi lo Stato riconosce Capo Milazzo come habitat marino e faunistico di pregio, meritevole della tutela sufficiente a preservarne il patrimonio di valore immateriale senza al contempo privarne la fruizione da parte di tutti gli stakeholders territoriali. L’AMP sarà un attrattore importante di interesse turistico, scientifico, sportivo, ricreativo e culturale, oltre che un bacino di ripopolamento ittico. La sua presenza in un contesto a forte presenza industriale, lo renderà ancora più attrattivo e peculiare. Sarà la molla che forse farà ritrovare fiducia e identità ai milazzesi..       

La gestione della Riserva sarà affidata ad un Consorzio, cui spetta il compito di trasformare il Decreto in concreta tutela ambientale. Adesso che dalle parole bisogna passare ai fatti, quali saranno le criticità (o gli ostacoli) da superare per evitare il rischio di una nuova incompiuta siciliana?

Ogni ente giuridico è fatto di persone, con vizi e virtù. Spero prevarrà l’entusiasmo di una bella opportunità da consegnare ai nostri figli. Viceversa sarà un film già visto migliaia di volte. Per parte mia, vi posso assicurare che pur non ricoprendo più carica elettiva, osserverò da vicino e sarò il primo a denunciare comportamenti distorsivi dell’interesse pubblico da parte di chi rivestirà ruoli decisivi nella costruzione di questo progetto. Mi lasci concludere con l’augurio di vedere la sede dell’AMP ubicata presso la Villa Vaccarino, un piccolo sogno che coltivo dal primo momento.

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